Pichetto: “Razionalizzare il sistema idrico”. E Coldiretti chiede il Piano invasi

Acqua bene prezioso, da difendere, ma anche da valorizzare con infrastrutture adeguate. Il concetto emerge chiaramente dal 14esimo rapporto ‘Gli italiani e l’agricoltura’, realizzato dalla Fondazione UniVerde in collaborazione con Noto Sondaggi, Anbi e Fondazione Campagna Amica, presentato al convegno ‘Acqua e Agricoltura: rapporti sostenibili. Efficientamento idrico, digitalizzazione ed economia circolare’, promosso da Fondazione UniVerde e Coldiretti. “La tropicalizzazione del clima ha tutta una serie di conseguenze: piove un quarto di giorni in meno ma la quantità d’acqua è sempre la stessa, di conseguenza si alternano siccità e alluvioni“, spiega il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. “Questo ci ha fatto prendere coscienza che sono 50 anni che non creiamo bacini di raccolta, che raccogliamo solo l’11% dell’acqua piovana, che abbiamo un sistema idrico degli acquedotti con una dispersione enorme, oltre il 40%, e che è necessario razionalizzare il sistema idrico“. Così come va avanti il lavoro sugli enti gestori per “la riduzione da 2.391 a circa un centinaio, affinché siano più forti e robusti per intervenire e fare le opere“, spiega il responsabile del Mase.

In questo senso risulterà molto utile il Pnrr, anche se non del tutto risolutivo. “Il Piano è utile, perché noi utilizziamo il 5% delle acque reflue, che è una quota bassissima su circa 9 miliardi di metri cubi“, continua Pichetto. Ricordando che nel nostro Paese “abbiamo 8mila Comuni, quindi riuscire a raggiungere certi ritmi e attuare il tutto è un’impresa titanica che non si fa con la sola operazione Pnnr e non si fa in un solo anno. Ma bisogna assolutamente farlo, con una programmazione di medio periodo“. Soprattutto al Sud, dove il ministro ritiene che “basterebbe portare a regime gli invasi che ci sono” per contrastare la dispersione idrica: “È una responsabilità politica che riguarda tutti i livelli e tutti i colori politici”.

Altro tema cruciale del Rapporto è l’agricoltura. Secondo i dati, l’87% degli italiani ritiene che gli effetti del cambiamento climatico siano, per l’agricoltura, un problema urgente da affrontare. Per l’81% l’agricoltura multifunzionale è importante settore di sviluppo dell’economia italiana. Le attività agricole multifunzionali più apprezzate sono la vendita diretta dei prodotti (89%) e l’agriturismo con ristorazione e ospitalità per dormire (86%). Gli italiani, poi, ribadiscono il loro no (68%) al consumo di carne, latte e prodotti sintetici (+5% rispetto al precedente Rapporto) e all’utilizzo di Ogm in agricoltura, mentre il 63% non è favorevole neanche al consumo di farine di grillo e altri alimenti contenenti insetti. “In un momento molto delicato per il settore primario uno dei temi è anche la valorizzazione dell’acqua per metterla al servizio di un’agricoltura sostenibile, ma anche per immaginare nuovi metodi per un utilizzo consapevole“, dice il ministro dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste, Francesco Lollobrigida.

Il commissario straordinario per gli interventi urgenti connessi al fenomeno della scarsità idrica, Nicola Dell’Acqua, poi, annuncia: “Per migliorare la gestione dell’approvvigionamento idrico primario sono in arrivo le risorse del Piano nazionale di interventi infrastrutturali e per la sicurezza nel settore idrico, oltre ai primi 100 milioni di euro immessi con la cabina di regia. L’obiettivo – mette in chiaro – è aumentare la resilienza dei sistemi idrici al cambiamento climatico e per governare la crisi idrica dobbiamo puntare sugli osservatori di distretto“.

Una soluzione alle criticità arriva anche da Coldiretti. “Rinnoviamo il nostro patto con il consumatore, anche con la gestione intelligente dell’acqua, perché viviamo periodi di siccità sempre più frequenti – spiega il segretario generale, Vincenzo Gesmundo -. Abbiamo bisogno di un Piano nazionale di invasi con pompaggio, che dia acqua potabile ed energia prima di tutto alle famiglie e poi alle imprese. Su questo rinnoviamo al Governo un invito ad agire tempestivamente“.

Chiara Troiano

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