A preoccupare è anche l’espansione della ‘flotta ombra’, composta da centinaia di navi impegnate in operazioni volte a eludere le sanzioni e che operano al di fuori dei normali sistemi di assicurazione, sicurezza e trasparenza. Il Csg avverte che questa flotta crea un sistema parallelo a quello del trasporto marittimo regolamentato, aumentando i rischi e consentendo di aggirare gli standard ambientali e di sicurezza. “Il risultato è un sistema a due livelli, uno governato da regole, l’altro dall’opacità, che alla fine indebolisce entrambi”, afferma il gruppo. La risposta, secondo il Csg, non consiste necessariamente nell’introdurre nuove regole o in un insieme di iniziative unilaterali, ma nell’applicare in modo più coerente quelle internazionali già esistenti. Il gruppo richiama in particolare la Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare e il ruolo dell’International Maritime Organization (Imo), indicata come forum centrale per lo sviluppo degli standard globali sulla navigazione, la sicurezza e la concorrenza.
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