Urso: “Vigileremo su prospettive sviluppo Iveco”. Sindacati: “Garantire occupazione”

Il governo vigilerà affinché siano garantite “le più importanti prospettive di sviluppo” per gli stabilimenti Iveco in Italia e sia salvaguardato il fronte occupazionale nel nostro Paese. Ad assicurarlo è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, dopo aver riunito al ministero i rappresentanti del gruppo e le organizzazioni sindacali in seguito ai percorsi di cessione di Iveco avviati ieri per i rami militare e civile, con Leonardo e gli indiani di Tata Group.

Il tavolo insediato oggi al Mimit sarà permanente, come condiviso con azienda e parti sociali. Urso ha espresso l’impegno di coinvolgere, già a partire dalla prossima riunione, le due società acquirenti affinché illustrino le strategie e le prospettive di medio-lungo termine legate a queste operazioni industriali, insieme ai rappresentanti delle Regioni in cui hanno sede gli stabilimenti. Garantire l’occupazione è la priorità dei sindacati, critici sulla decisione di Exor, mentre le opposizioni protestano per l’assenza di una politica industriale in Italia. Urso però difende l’operazione: “Può aprire, se ben strutturata, nuove prospettive di sviluppo, rafforzando la competitività complessiva”. Il ministro vede possibilità di sviluppo sia sul settore difesa, “dove è impegnato il nostro campione nazionale Leonardo, in un contesto internazionale che presuppone la necessità di maggiori capacità produttive e investimenti per rispondere alle esigenze della sicurezza e della difesa europea”, che sulla parte civile, con Tata “che si è impegnata a mantenere tutti gli stabilimenti produttivi e l’occupazione nel nostro Paese, con la prospettiva di realizzare un grande gruppo internazionale”. E assicura: “Non vi sono sovrapposizioni di stabilimenti con quanto Tata esprime nel nostro contesto europeo. Vigileremo con attenzione sul percorso delineato affinché gli obiettivi siano pienamente raggiunti”.

Oltre agli aspetti produttivi e occupazionali, particolare attenzione sarà posta dal Mimit alla tutela della tecnologia, della ricerca e del patrimonio industriale, così da rafforzare la centralità del nostro Paese nello sviluppo internazionale dell’azienda. I sindacati però non ci stanno. Secondo Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile settore mobilità e Maurizio Oreggia, coordinatore nazionale automotive per la Fiom-Cgil, “il processo di disimpegno da parte di Exor dall’industria del nostro Paese, con la cessione di un marchio storico come Iveco all’indiana Tata, è inaccettabile”. “Pensiamo che debba rimanere il brand Iveco italiano – Michele De Palma, segretario generale della Fiom-Cgil – perché la forza di Iveco è nei lavoratori degli stabilimenti che fanno ricerca, sviluppo, produzione. Per questo abbiamo chiesto al Governo di garantire una presenza anche pubblica dentro i nuovi assetti dell’eventuale cessione della parte Iveco a Tata”.

Sul piede di guerra anche le opposizioni. Per il senatore dell’Alleanza Verdi e Sinistra, Tino Magni, in Italia “ci sono interi settori in crisi, ieri la notizia che l’Iveco viene venduta. E’ in corso l’impoverimento dell’economia nel nostro paese”. La vicenda Iveco “è estremamente preoccupante – aggiungono le senatrici di Italia Viva Annamaria Furlan e Silvia Fregolent – tra la cessione del comparto Defence a Leonardo e la proposta di acquisizione da parte di Tata Motors, rischiamo di perdere un altro presidio industriale strategico del nostro Paese”. Da qui la richiesta di un intervento urgente del Governo a tutela degli oltre 14.000 lavoratori italiani coinvolti.

Valentina Innocente

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