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Eni, utile netto adj I trim a 1,3 mld e +9% produzione. Scoperti giacimenti per un miliardo di barili

“In un contesto di incertezza nei mercati energetici e di volatilità dei prezzi, Eni prosegue il proprio percorso di crescita di valore. I risultati del primo trimestre 2026 e uno scenario più elevato determinano un miglioramento delle previsioni per l’esercizio in corso” Il gruppo annuncia così i risultati del primo trimestre che mostrano una flessione dell’utile netto adjusted a 1,3 miliardi (-8%) e dell’utile netto a 1,071 miliardi rispetto all’anno precedente per effetto cambio sfavorevole e proventi one-off registrati nel 2025. L’Ebit proforma adjusted del trimestre si attesta a 3,54 miliardi (da 3,68 mld di un anno prima).

Rilevante aumento della produzione di idrocarburi cresciuta del 9% rispetto al 2025 a 1,8 mln boe/g con circa 1 miliardo di boe di nuove risorse scoperte nei primi tre mesi. “Le eccezionali scoperte esplorative effettuate da inizio anno con circa 1 mld boe di nuove risorse in Angola, Costa d’Avorio, Libia, Egitto e da ultimo lo straordinario ritrovamento di Geliga in Indonesia, insieme alle decisioni di investimento per due rilevanti progetti a gas nel bacino indonesiano di Kutei danno ulteriore visibilità alla nostra traiettoria di crescita”, segnala il gruppo.

“In un contesto di mercato caratterizzato da estrema volatilità, Eni continua a eseguire in modo coerente e rigoroso la propria strategia, con l’obiettivo di garantire al mercato e ai propri clienti energia sicura, economicamente sostenibile e a basso impatto carbonico”, commenta l’amministratore delegato, Claudio Descalzi. “I risultati di questo trimestre evidenziano una performance e una solidità finanziaria fondamentali nel supportare gli investimenti nel nostro portafoglio di progetti geograficamente diversificati”.

Per effetto delle solide performance e della revisione dello scenario esterno, sottolinea una nota, il flusso di cassa operativo è atteso in crescita del 20% rispetto alla previsione iniziale a 13,8 miliardi su base annua. In coerenza con la politica di distribuzione, che prevede la condivisione dell’upside con gli azionisti, il piano di riacquisto delle azioni proprie è incrementato di circa 90% a 2,8 miliardi.

L’annunciato deconsolidamento di Plenitude consentirà di liberare valore per Eni e sosterrà la crescita efficiente di Plenitude. Entrambi i satelliti della Transizione avanzano nella realizzazione degli obiettivi di sviluppo: Enilive, con l’approvazione di due importanti progetti di bioraffinazione presso gli hub di Sannazzaro e Priolo; Plenitude, con il completamento dell’acquisizione di Acea Energia incrementa di 1,2 mln il portafoglio clienti.

Valentina Innocente

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