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Sarpom avvia la produzione di idrogeno verde nella raffineria di Trecate

SARPOM ha dato il via alla produzione di idrogeno verde presso la raffineria di Trecate (Novara), nel corso di un evento aperto dal videomessaggio di saluti del Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, e alla presenza dell’Assessore regionale all’Ambiente, all’Energia e all’Innovazione, Matteo Marnati, della Direttrice Generale Programmi e Incentivi Finanziari, Stefania Crotta e del Capo Dipartimento Unità di Missione PNRR, Fabrizio Penna, del MASE e del Sindaco di Trecate, Raffaele Sacco. L’avvio dell’impianto, uno dei più importanti per la produzione di idrogeno verde in Italia, segna il completamento di un impegno pluriennale di sviluppo e rappresenta il primo sistema integrato di produzione e distribuzione di idrogeno verde pienamente operativo di IP, sviluppato con il sostegno della Regione Piemonte e del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica (MASE) e cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del PNRR.

Il risultato raggiunto con l’inaugurazione di questo impianto è un segnale importante per il territorio novarese e per l’idrogeno come strategico vettore energetico. È un esempio di una spesa efficiente dei fondi del PNRR che servono ad affermare il ruolo di questa fonte importante, pulita e rinnovabile di quello che è il nostro mix energetico. Un esempio di futuro che vogliamo moltiplicare nel nostro Paese”, ha dichiarato Gilberto Pichetto Fratin, ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica. “Il Governo guarda con grande attenzione alla maturazione dell’idrogeno. Abbiamo indicato orizzonti temporali di breve, medio e lungo periodo con diversi scenari fino al 2050. Tali scenari dipenderanno ovviamente da tanti fattori: la decarbonizzazione degli usi finali, l’integrazione del sistema energetico, la realizzazione di una filiera forte e competitiva. L’altra grande novità degli scorsi mesi è lo schema di legge delega per un quadro legislativo volto allo sviluppo dell’idrogeno. La sfida è enorme e si incrocia con il ruolo centrale che l’Italia deve e può avere nelle rotte dell’idrogeno euro mediterraneo, potendo contare su un posizionamento ambizioso e con grandi competenze”, ha concluso il ministro Pichetto Fratin.

Il cuore del progetto è un elettrolizzatore PEM (Proton Exchange Membrane) da 4 MW alimentato da due impianti fotovoltaici situati nel raggio di 500 metri dalla raffineria e della dimensione di 11 campi di calcio, con una potenza di picco installata combinata di 6,7 MW, sufficiente a produrre circa 170 tonnellate di idrogeno verde all’anno e con una capacità massima che supera le 600 tonnellate all’anno. L’Assessore Matteo Marnati e i rappresentati del MASE, Crotta e Penna, si sono confrontati in una tavola rotonda sul ruolo dell’idrogeno nella strategia italiana di decarbonizzazione, sull’importanza degli strumenti incentivanti nazionali ed europei per accelerare gli investimenti in progetti di transizione energetica, sull’importanza del coordinamento tra amministrazioni centrali, territori e imprese, sul ruolo delle Hydrogen Valley nello sviluppo territoriale, nella costruzione di una filiera regionale dell’idrogeno e sulla strategicità di Novara e del quadrante logistico e industriale del Nord-Ovest.

L’idrogeno è una fonte energetica chiave per la decarbonizzazione dei settori difficili da elettrificare, quali le raffinerie. In particolare, la produzione di idrogeno verde a Trecate, svolge una doppia funzione strategica. In primo luogo, sostituisce la produzione di idrogeno da fonte fossile (cosiddetto idrogeno grigio) contribuendo a ridurre le emissioni dirette di processo del sito. In secondo luogo, agevola lo sviluppo della mobilità più sostenibile, in particolare nel segmento dei veicoli pesanti. Infatti, una parte della produzione sarà messa a disposizione di due stazioni di servizio attualmente in fase di conversione in hub di mobilità a idrogeno: una a Casale Monferrato (AL), in Piemonte, e una ad Arluno (MI), in Lombardia. Il valore strategico dell’infrastruttura SARPOM è ulteriormente rafforzato dal contesto territoriale dove, in un raggio di 30 km dal sito di Trecate, si trovano i corridoi di trasporto europei Lione-Lubiana e Genova-Rotterdam, 25 aziende industriali a difficile decarbonizzazione, 10 piattaforme logistiche e l’aeroporto di Malpensa.

Con l’avvio della produzione di idrogeno verde nella raffineria, abbiamo realizzato qualcosa di cui siamo sinceramente orgogliosi. Un’unica infrastruttura integrata che combina la produzione di idrogeno da elettrolisi dell’acqua alimentata da energia elettrica da fonte rinnovabile con il contestuale spiazzamento dell’idrogeno grigio e la distribuzione di idrogeno verde per la mobilità stradale”, ha dichiarato Giuseppe Buonerba, Amministratore Delegato di SARPOM. “Questo è il modello di evoluzione industriale che vogliamo rappresentare, mettendo a disposizione decenni di esperienza operativa per rispondere alle sfide energetiche che ci attendono“.

Il progetto di produzione dell’idrogeno verde ha richiesto un investimento di 20 milioni di euro, combinando risorse pubbliche e private. A SARPOM sono stati assegnati 16,8 milioni di euro nell’ambito del bando PNRR ‘Produzione di idrogeno in aree industriali dismesse‘, gestito da MASE con il sostegno della Regione Piemonte, per la realizzazione dell’impianto di produzione all’interno di un’area precedentemente dismessa della raffineria SARPOM. Ulteriori 4 milioni di euro sono stati assegnati a IP con un secondo bando, ‘Sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale’ di pertinenza del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, per la realizzazione delle due aree di servizio nell’ambito della sperimentazione dell’idrogeno per il trasporto stradale. L’investimento complessivo per la Hydrogen Valley è di circa 30 milioni di euro. “Questo progetto è il risultato di un lavoro industriale complesso che unisce visione strategica, competenze tecniche, capacità progettuale e massima attenzione alla sicurezza e alla sostenibilità dei processi. La produzione di idrogeno verde a Trecate dà forma concreta a un modello di evoluzione industriale fondato sull’innovazione, sulla valorizzazione degli asset esistenti e sulla capacità di trasformare le competenze operative in soluzioni per il futuro dell’energia. È un risultato che rafforza il legame con il territorio e contribuisce alla costruzione di filiere energetiche sempre più integrate, nelle quali le raffinerie possono assumere un ruolo strategico per la sicurezza e per il percorso di transizione energetica del Paese”, ha dichiarato Leonardo Caputo, Presidente di SARPOM e Direttore Generale Operations di IP.

La Hydrogen Valley di IP nel Nord-Ovest rappresenta un passo importante nella diversificazione delle fonti energetiche ed è un sistema end-to-end di idrogeno verde che collega la generazione di energia rinnovabile, la produzione di idrogeno elettrolitico, l’uso industriale e la distribuzione per la mobilità stradale all’interno di un’unica infrastruttura integrata“, ha dichiarato Levan Davitashvili, Amministratore Delegato di IP. “SARPOM ha dato vita a questo progetto con grande dedizione, e siamo orgogliosi di vedere il compimento di questa opera in chiave di innovazione sostenibile”, ha concluso Davitashvili.

Il progetto è un pilastro fondamentale del Piano di Decarbonizzazione di IP, che fissa obiettivi di riduzione dei gas serra in linea con il percorso verso lo zero netto entro il 2050, in linea con lo scenario Net Zero Emissions dell’Agenzia Internazionale per l’Energia e con i criteri dell’iniziativa Science Based Targets (SBTi) per il settore Oil & Gas. Trecate è una delle tre Hydrogen Valley che IP sta sviluppando in Italia: progetti simili sono in corso presso la Raineria di Falconara Marittima (AN) e presso l’hub logistico di Roma, entrambi cofinanziati dal PNRR.

Chiara Troiano

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