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Ucciso il portavoce dei Pasdaran. Khamenei: “Creiamo insicurezza ai nemici”. Erdogan contro Israele: “Dio lo distrugga completamente”

Ali Mohammad Naini, portavoce delle Guardie Rivoluzionarie iraniane, è stato ucciso in un attacco avvenuto nelle prime ore di venerdì, secondo quanto dichiarato dai Pasdaran. La notizia è arrivata pochi minuti dopo che Naini aveva affermato di voler proseguire la produzione di missili nonostante la guerra in corso. Solo tre giorni fa, martedì, era stato ucciso il ministro dell’Intelligence Esmail Khatib in un attacco israeliano. E oggi arrivano le condoglianze della Guida suprema della Rivoluzione islamica, l’ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei, che lo descrive come “un veterano di guerra instancabile” e afferma che il ministero dell’intelligence deve “proseguire su questa strada, creando insicurezza per i nemici e sicurezza per i propri concittadini iraniani”.

Dalla Turchia il presidente Recep Tayyip Erdogan si scaglia contro Israele, colpevole di aver “massacrato centinaia, persino migliaia di persone. Non ho dubbi che ne pagheranno il prezzo”. “Il Medio Oriente è in subbuglio. Perdiamo continuamente martiri e veterani. Che Dio ci protegga e ci preservi al più presto dalla calamità dei sionisti. Che Egli distrugga completamente Israele nel nome del Suo glorioso nome ‘Al-Kahhar’ (Il Sottomettitore)”, dice il presidente parlando durante la cerimonia di chiusura del Ramadan.

Intanto ieri sera il Consiglio Ue ha affrontato la crisi in Medio Oriente, chiedendo nelle sue conclusioni“una moratoria sugli attacchi contro le strutture energetiche e idriche. Il Consiglio europeo deplora la perdita di vite umane e segue da vicino l’impatto di vasta portata delle ostilità, anche sulla stabilità economica”. Al termine del vertice la presidente della Commissione, Ursula vond er Leyen, ha ancora una volta voluto sottolineare che “l’impatto più immediato della guerra sull’Europa è sull’energia. Attualmente, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione Europea è garantita. Tuttavia, l’Europa non è immune da picchi di prezzo globali. E mentre il conflitto continua, i prezzi dell’energia continuano a fluttuare. Proprio oggi il prezzo del gas è aumentato del 30% dopo gli attacchi alle infrastrutture del gas del Qatar. Si tratta di attacchi sconsiderati alle infrastrutture e alle navi commerciali disarmate che fanno lievitare i costi e sollevano la questione dei rischi per le forniture future”.

Chiara Troiano

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