“La questione più urgente, sia dal punto di vista della competitività che dell’indipendenza, è quella energetica, in particolare il petrolio e il gas”. Così la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, nella lettera ai leader Ue in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo. “Dal 2021 l’Ue ha compiuto progressi significativi nella diversificazione dell’approvvigionamento energetico e nell’aumento della capacità delle energie rinnovabili – prosegue -. La loro quota nel mix energetico è passata dal 36% nel 2021 al 48% nel 2025. Insieme al nucleare, oltre il 70% della nostra elettricità è ora prodotta da fonti energetiche a basse emissioni di carbonio. Ciononostante, diversi settori – in particolare quello dei trasporti – rimangono fortemente dipendenti dai combustibili fossili importati. Al momento, la sicurezza fisica dell’approvvigionamento dell’Unione europea è garantita. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dei combustibili fossili sta già pesando sulla nostra economia. Dall’inizio del conflitto, l’Europa ha già speso 6 miliardi di euro in più per le importazioni di combustibili fossili: un promemoria diretto del prezzo che paghiamo per la nostra dipendenza”.
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