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Il Jova Beach Party divide l’Italia e gli ambientalisti fra pro e contro

Mega eventi in spiaggia sì, mega eventi in spiaggia no. Inutile girarci intorno: la pietra dello scandalo è il Jova Beach Party. L’Italia si divide fra chi della grande festa estiva di Jovanotti non vuole farne a meno, soprattutto dopo i lunghi anni di pandemia che ci hanno privati del divertimento della musica live, e chi invece difende l’ambiente senza se e senza ma. Ma addirittura fra gli ambientalisti stessi si è creata una frattura. Già, perché se il Wwf nazionale appone il suo sigillo di garanzia sugli eventi, Marevivo, Enpa, LAV e Sea Shepherd Italia lanciano addirittura una petizione contro. Senza citare direttamente Jovanotti, certo, ma il riferimento è puramente non casuale.

‘L’ambiente urla: non nel mio nome’ è il titolo della petizione che parla di “spiagge prese d’assalto da decine di migliaia di persone durante i grandi eventi musicali estivi”. E cita l’impatto “sull’equilibrio degli ecosistemi, causando gravi danni a carico di diverse specie selvatiche e, in generale, all’ambiente marino”. Nulla di neanche vagamente sostenibile, secondo le associazioni.

Il Wwf, invece, da parte sua, continua a difendere la scelta di sostenere il Jova Beach Party. Anche in prospettiva, considerando tutti i progetti e le iniziative collegate che permetteranno di ripulire le spiagge e investire sull’ambiente. L’ultimo caso è quello di Fermo, dove le polemiche sono state più aspre rispetto alle altre tappe. Soprattutto per la nidificazione in loco del fratino. E il Wwf spiega, in sintesi, il suo ruolo: non organizzatore del concerto, ma supporto per “favorire la trasformazione di un evento che comunque si sarebbe tenuto al fine di ridurne al massimo gli impatti”. Senza contare che, all’interno del progetto, c’è anche spazio per il futuro: “Wwf Italia e Comune realizzeranno un intervento naturalistico più a sud su un’area costiera in località Marina Palmense, ben più estesa di quella di Casabianca. L’intervento avrà la funzione di rafforzare la rete ecologica oltre che di favorire attività di didattiche tramite la realizzazione di un percorso natura. Una concessione delocalizzata e un tratto di spiaggia che viene ripristinato con specifica finalità di tutela del Fratino, un’ampia zona costiera naturalizzata per finalità di tutele e didattiche: il WWF Italia ritiene di avere ottenuto qualcosa di concreto per la tutela della costa di Fermo. Le polemiche più o meno strumentali sono poi altra cosa”, spiega il Wwf.

Insomma, fra i contendenti è difficile capire chi abbia ragione e stia combattendo la battaglia giusta. Ma sarà l’ambiente stesso, prima o dopo, a dare la sua risposta.

Nadia Bisson

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