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Dal Belgio il mattone riciclato anti-Co2: debutto in Ue nel 2024

Edilizia sostenibile, il Belgio dà avvio alla rivoluzione del mattone. Pulito, anti-emissioni, ottenuto con scarti industriali. Un modo tutto nuovo e innovativo per rispondere all’agenda ‘green’ dell’Unione europea, a cui lo Stato membro fondatore decide di contribuire con un inedito modello di costruzioni che arriva dalle Fiandre. Qui l’impresa Vandersande, in possesso di un brevetto Ue, ha messo a punto un sistema che permette di avere un mattone che assorbe Co2, il principale responsabile dell’effetto serra e del surriscaldamento del pianeta. Composto per l’80% da residui dell’industria siderurgica, può abbattere fino a 60 kg di anidride carbonica per tonnellata durante il processo.

A differenza dei mattoni tradizionali, il mattone faccia a vista Pirrouet non viene cotto in un forno a gas ma utilizzando la Co2 emessa da altri stabilimenti. L’anidride carbonica, spiega l’ad Rudi Peeters, provoca una reazione che produce un mattone duro, simile al calcare, “che soddisfa lo standard europeo per i mattoni con rivestimento in ceramica”. Ma il processo produttivo è reso ancor più a minor impatto climatico dal modello a zero emissioni sposato a livello aziendale. Per l’attività di tutti i giorni, tiene a sottolineare il responsabile del gruppo, “produciamo in gran parte noi stessi elettricità verde tramite i nostri pannelli solari e il nostro mulino a vento”.

Mattone sostenibile con energie rinnovabili e materiali riciclati, economia circolare e per un business tutto da sviluppare. Ci sono nove diverse colorazioni dello speciale mattone, ancora in fase embrionale. Per il momento “stiamo iniziando con una capacità di 20 milioni di mattoni, ma speriamo di raddoppiarla entro il prossimo anno”, continua Peeters.

Il nuovo corso però non sarà proprio immediato. Al momento l’azienda belga è ancora nella fase realizzativa dell’elemento principe per costruzioni, e lo speciale mattone sarà inizialmente disponibile sui mercati belga e olandese a partire dall’inizio del prossimo anno. L’auspicio è quello di aumentare la produzione e accrescere il mercato, dotando tutta l’Unione europea di un elemento che potrebbe giocare un ruolo chiave in tempi di in cui la Commissione Ue spinge, non senza polemiche, per ristrutturazioni a misura di eco-compatibilità e riforme per case green. “C’è già molto interesse” per questo progetto, assicura l’ad dell’impresa.

Un piccolo passo per il comparto, un grande passo per la sostenibilità. A cominciare dal Belgio, dove la politica consolidata vuole che gli edifici vecchi e fatiscenti vengano abbattuti per costruirne di nuovi al loro posto.

Valentina Innocente

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