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Ex Ilva, avanti con Baku Steel ma porte restano aperte anche per Jindal e Bedrock

Non è come camminare sulle uova, ma la situazione dell’ex Ilva è di estrema delicatezza. Il dossier è nelle mani di Adolfo Urso, che monitora i livelli di produzione attuali sui quali pesa il gap dell’Altoforno 1 bloccato dalla Procura di Taranto, che l’ha sequestrato dopo l’incendio scoppiato nelle tuberie all’inizio dello scorso mese di maggio. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy aspetta “nel pieno rispetto dei poteri dello Stato e della leale collaborazione” le decisioni della magistratura, ma non può non mettere constatare che, stando così le cose, i target del nuovo piano industriale sono difficili da raggiungere. Anzi, impossibili.

Urso, intanto, continua a tessere la tela del dialogo con Baku Steel nella speranza che la situazione si sblocchi (positivamente) in tempi non troppo lunghi. La novità, invece, è l’apertura anche agli altri competitor che erano in corsa, ovvero Jindal e Bedrock Industries. “La nostra procedura è competitiva”, ribadisce il ministro a ‘Il giorno della Verità‘, sottolineando che “è stato conferito un mandato negoziale preferenziale con gli azeri, ma anche gli altri attori, gli indiani e gli americani, sono ancora in campo e potrebbero eventualmente rilanciare”.

Certo, la fase attuale non è proficua come poche settimane fa, perché lo stop imposto ad Afo 1 rimette in discussione tutto il piano industriale, con le derivazioni che ne conseguono sul piano economico, finanziario e soprattutto occupazionale. Ragion per cui nel pomeriggio di lunedì 9 giugno, alle ore 18, riprenderà il tavolo di confronto a Palazzo Chigi con sindacati e commissari straordinari di Acciaierie d’Italia, dopo la sospensione del 21 maggio scorso. La convocazione è stata rimandata più volte anche per la concomitanza con le elezioni comunali a Taranto, dove domenica 8 giugno e lunedì 9 si sfideranno al ballottaggio il candidato del centrosinistra, Pietro Bitetti, e il civico, Francesco Tacente, sostenuto anche dalla Lega. Dal risultato delle urne dipenderà, però, anche la strategia del governo, perché pur “pienamente rispettosi del voto popolare”, Urso mette in luce il fatto che il confronto è tra “due coalizioni che in materia hanno programmi diversi”.

Per preparare al meglio la riunione di lunedì con i sindacati, a Palazzo Chigi si è svolto nel pomeriggio di giovedì 5 giugno un incontro tra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, Urso, il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, la ministra del Lavoro, Marina Calderone, e l’amministratore delegato di Invitalia, Bernardo Mattarella. Perché ogni dettaglio, in questo momento, deve essere vagliato al centimetro. Anzi, al millimetro, se possibile.

dario.borriello

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