DONALD TRUMP PRESIDENTE USA
L’accordo con l’Iran sul cessate il fuoco è “incredibilmente debole”, addirittura “in condizioni critiche e tenuto in vita artificialmente”. Parlando nello Studio Ovale, il presidente degli Usa, Donald Trump, ribadisce la sua posizione, dopo aver respinto la controproposta iraniana al piano di pace proposto da Washington perché definita “totalmente inaccettabile”. “Direi che il cessate il fuoco è in terapia intensiva, finché il medico non entra e dice: ‘Signore, stiamo per staccare la spina’. Non c’è nemmeno l’1% di possibilità che si riprenda”, assicura il tycoon, che poi, però, con un ormai abituale dietrofront, non chiude del tutto la porta. “Penso” che una soluzione diplomatica con l’Iran “sia possibile. Guardate, ho avuto a che fare con loro quattro o cinque volte. Hanno cambiato idea. Ne abbiamo sentite di tutti i colori”, spiega durante un evento dedicato al sostegno alla salute materna.
La controproposta iraniana è stata trasmessa a Washington tramite mediatori pakistani e sottolineava la necessità di revocare le sanzioni statunitensi, porre fine al blocco navale usa dello Stretto di Hormuz dopo la firma dell’intesa iniziale e concludere immediatamente alla guerra con garanzie contro qualsiasi nuovo attacco al Paese. Una settimana fa gli Stati Uniti avevano presentato una proposta di pace, che secondo quanto riportato consisteva in un memorandum d’intesa di una pagina, suddiviso in 14 punti, volto a riaprire lo Stretto e a definire un quadro per ulteriori colloqui sul programma nucleare iraniano. I parametri proposti dagli Stati Uniti per i negoziati sul nucleare includevano una moratoria sull’arricchimento dell’uranio iraniano per un periodo massimo di 20 anni; il trasferimento all’estero, possibilmente negli Usa, delle scorte iraniane di uranio altamente arricchito (HEU), utilizzabile per la produzione di testate nucleari e lo smantellamento degli impianti nucleari iraniani. Piano rifiutato da Teheran, perché “avrebbe significato la sottomissione di Teheran alle eccessive richieste di Trump”.
Il repubblicano va comunque avanti per la sua strada: “Non c’è alcuna pressione – dice ai cronisti – perché avremo una vittoria completa” e, parlando con Fox News, annuncia che sta valutando la possibilità di rinnovare ‘Project Freedom’, ma questa volta con un ambito più ampio rispetto alla semplice scorta di navi attraverso lo Stretto di Hormuz. Secondo quanto riferisce Axios, ora Trump incontrerà il suo team per la sicurezza nazionale per discutere le prossime mosse nella guerra con l’Iran, “compresa la possibile ripresa delle azioni militari, dopo che i negoziati con il Paese si sono interrotti domenica, secondo quanto riferito da tre funzionari statunitensi”.
Trump è sottoposto a forti pressioni per mantenere il cessate il fuoco e, potenzialmente, raggiungere un accordo di pace, prima della visita programmata questa settimana in Cina (dal 13 al 15 maggio), che preme per la fine delle ostilità e l’apertura dello stretto. Due questioni cruciali che saranno al centro di qualsiasi futuro negoziato sul nucleare tra Stati Uniti e Iran sono lo smaltimento dei 440 kg di uranio altamente arricchito (HEU) iraniano al 60% di purezza – quasi al livello necessario per le armi nucleari – e la sospensione dell’arricchimento dell’uranio. In un’intervista rilasciata sabato sera ai media statali iraniani, un portavoce militare ha affermato che le forze del Paese erano in “piena prontezza” per proteggere le scorte.
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