Irlanda notifica a Wto etichette allarmistiche su vino. Tajani scrive a Dombrowskis

Dopo aver ottenuto il via libera della Commissione europea, l’Irlanda notifica il piano di introdurre etichette allarmistiche su tutte le bevande alcoliche anche all’Organizzazione mondiale del commercio (Wto). Una iniziativa che sarebbe un pericoloso precedente per il settore del vino e che ha già fatto saltare sulla sedia molti dei Paesi europei produttori, Italia, Francia e Spagna in testa. I tre hanno prodotto un documento congiunto che sta raccogliendo adesioni tra i 27 per bloccare l’iniziativa, anche perché l’Europarlamento ha espresso parere negativo prima dell’ok della Commissione.

Proporrò all’Irlanda una mediazione che può aiutarli a rendere più chiara la loro etichetta e soprattutto garantire corretta informazione“, assicura il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida. La scorsa settimana, il ministro ha incontrato l’omologo irlandese ma la questione, spiega, è sul piano della salute. Orazio Schillaci parlerà quindi con il collega di Dublino e sta già attivando il confronto con la comunità scientifica. “Eccessi e abusi vanno combattuti, ma un uso moderato garantisce, come la la scienza afferma, benessere“, ricorda Lollobrigida. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, scrive una lettera al vice presidente della Commissione Ue, Valdis Dombrowskis, in cui spiega che l‘Italia resta disponibile a “individuare soluzioni” sulla questione, ma si riserva di “assumere tutte le iniziative ritenute opportune in sede europea e internazionale a tutela della libertà degli scambi“. Il rischio, avverte, è che si crei una “distorsione” negli scambi internazionali, “equivalente a una restrizione quantitativa“. In altre parole, per Tajani, il provvedimento, oltre a essere criticabile sotto il profilo del diritto europeo, “potrebbe innescare una reazione a catena che finirebbe con il danneggiare l’insieme dell’Unione“.

Sul piede di guerra il Comité Européen des Enterprises Vins, il Comitato europeo delle imprese del Vino: “L’Irlanda ha deciso di non modificare una sola virgola del progetto notificato al Wto nonostante il fatto che non meno di 13 Stati membri – Croazia, Repubblica ceca, Danimarca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lettonia, Polonia, Portogallo, Romania, Slovacchia e Spagna – abbiano espresso commenti critici sul disegno di legge irlandese durante il processo di consultazione dell’Ue“, spiega Ignacio Sánchez Recarte, Segretario Generale del Cev. Il “blitz” irlandese sulle etichette, fa sapere Coldiretti, è un danno enorme per l’Italia, principale produttore ed esportatore mondiale, con oltre 14 miliardi di fatturato in un settore che dà lavoro dal campo alla tavola a 1,3 milioni di persone. Il periodo per la presentazione delle opposizioni scade tra 90 giorni. “Viene realizzato all’estero più della metà del fatturato del Vino italiano per un totale di 8 miliardi nel 2022 che – sostiene Coldiretti – potrebbero essere messi a rischio dal diffondersi di ingiustificati allarmi in etichetta mirati a contenere i consumi di un prodotto presente sulle tavole da migliaia di anni e che fa parte a pieno titolo della dieta mediterranea”.

Valentina Innocente

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