Mattarella: “Regioni colonna vertebrale dell’Italia, servono unità e collaborazione”

Il messaggio che Sergio Mattarella lascia alla seconda edizione del Festival delle Regioni è di “unità e collaborazione con tutte le istituzioni del nostro Paese e l’Ue“. Il presidente della Repubblica prende la parola per un saluto, nel quale tocca punti cruciali in una fase molto delicata per l’Italia, alle prese con la partita fondamentale del Pnrr, ma anche con quella delle due transizioni, ecologica e digitale, senza dimenticare le riforme, non da ultima quella dell’autonomia. Tutto questo mentre nello scenario internazionale il quadro resta ancora molto ingarbugliato.

Servono certezze, che il capo dello Stato individua anzitutto nella Costituzione. Ricordando che “si ispira al principio e al valore dell’autonomia“, in particolare l’articolo 5 torna per il quale “la Repubblica è una e indivisibile“, ma “riconosce e promuove le autonomie“. E “lo ribadisce all’articolo 114, elencando gli elementi portanti della Repubblica: i Comuni, le Province, le Città metropolitane, le Regioni, lo Stato” non “in una crescita non gerarchica, ma territoriale” sottolineando una “esigenza di collaborazione“.

Per questo motivo Mattarella definisce le Regioni “asse portante, colonna vertebrale del nostro Paese, di un’Italia che contiene un’ampia varietà di specificità, di condizioni, di ambienti, di tradizioni, di esperienze. Con una conseguente grande ricchezza e, naturalmente, con numerosi problemi“. Apprezza la scelta di organizzare, tra i tavoli del Festival, anche uno dedicato alla “difesa e il rispetto del territorio, per la gestione degli eventi disastrosi che frequentemente il mutamento climatico provoca nel nostro Paese“. Perché è agli enti locali che i cittadini guardano prima di tutti per aggrapparsi in caso di difficoltà.

L’alluvione in Emilia-Romagna del maggio scorso ne è solo l’ultimo di una lunga lista di esempi. Ma ce ne sarebbero tanti da fare, purtroppo. Tra qualche giorno, assieme al presidente del Friuli Venezia Giulia e della Conferenza delle Regioni, Massimiliano Fedriga, e al governatore del Veneto, Luca Zaia, il presidente della Repubblica sarà “sulla diga del Vajont, che continua perennemente ad esprimere e a ricordare una lezione terribile e indimenticabile, appunto, di come sia indispensabile il rispetto del territorio“. Appunti di viaggio per una classe politica che oggi deve portare a compimento la transizione verde, ma anche quella digitale: “Per tutte queste ragioni, e altre ancora, è stato saggio porre al centro della riflessione di questo incontro il Piano nazionale di ripresa e resilienza“, sottolinea Mattarella. Che prima di lasciare Torino ribadisce il suo messaggio, esortando a “fare squadra, cioè collaborare secondo quello spirito che è poi un canone costituzionale della leale collaborazione“.

dario.borriello

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