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Meloni alla Uil: “Morti sul lavoro sconfitta per tutti”. E promette: “Detassazione rinnovi contratti in prossima manovra”

Le morti sul lavoro “sono una sconfitta per tutti”.  Dal palco del XIX congresso nazionale della Uil alla Fiera di Padova la premier Giorgia Meloni torna a parlare di “dignità” dei lavoratori perché “una nazione è davvero forte solo quando chi lavora sa di non essere solo”. Per questo, priorità ha la sicurezza. “Oltre mille morti l’anno sono le volte in cui noi siamo stati tutti sconfitti: persone, famiglie, storie interrotte che non devono e non possono essere dimenticate”, dice la presidente del Consiglio rivolgendo un pensiero a Emma Marrazzo, mamma di Luana D’Orazio, operaia 22enne che perse la vita nel 2021 stritolata all’interno di un orditoio mentre lavorava in una una azienda tessile di Prato: “Un pensiero di riconoscenza, commosso, a chi ha trasformato un dolore inimmaginabile come la perdita di una figlia nell’impegno di una vita”, sono le parole di Meloni, che abbraccia la donna.
Per la premier, dunque, “ non può bastarci sapere che nonostante ci siano oggi più persone che lavorano rispetto al 2022 e che diminuiscono gli incidenti mortali perché saremo sconfitti fino a quando anche una sola persona perderà la vita nel tentativo di guadagnare quello che ci serve per vivere”. Perché “la sicurezza sul lavoro è un diritto inalienabile, ce l’ha ricordato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. È una questione di civiltà che si affronta e si vince nei cantieri, nelle scuole, nei controlli, nel rispetto delle regole”. E snocciola i dati: “oggi lo Stato è dentro i luoghi di lavoro come non si vedeva da tempo con 158mila ispezioni solo nel 2024. Se in quasi 2 ispezioni su 3 salta fuori un’irregolarità, significa che quei controlli non si fanno a caso. Ma vanno esattamente dove c’è bisogno che quei controlli vadano”. Ma ribadisce come i meri numeri servano solo “a far capire se la strada che abbiamo intrapreso è quella giusta”: la prevenzione, i controlli, la formazione “su cui abbiamo investito cominciano a funzionare e quindi, a maggior ragione, insieme non dobbiamo abbassare la guardia”.

La presidente del Consiglio poi, parlando di caporalato, sottolinea che “la linea del governo è stata, continuerà a essere una linea molto chiara, e quella linea è tolleranza zero contro i caporali”. E prosegue: “Sono molto d’accordo nella lotta contro le organizzazioni criminali che si nascondono troppo spesso dietro quei caporali e speculano sulla pelle delle persone, organizzazioni criminali che molto probabilmente non sono solamente straniere”.

Dalla fiera di Padova la presidente del Consiglio parte con il ribadire la sua presenza a tutti e tre i congressi dei maggiori sindacati italiani: “Ho accettato l’invito della Uil, come ho fatto in questi anni con la Cgil, con la Cisl. Credo di essere l’unico presidente del Consiglio ad avere partecipato nel corso del suo mandato ai congressi di tutte e tre le principali organizzazioni sindacali, penso che questo dica quanto il confronto con le parti sociali sia stato e sia per noi una cifra del lavoro di questo governo”. Poi pone l’accento sul “salario giusto”: “una vittoria di tutti i lavoratori italiani e credo che sia stata una vittoria della nazione nel suo complesso”.

A proposito della richiesta del segretario generale Pierpaolo Bombardieri di confermare la detassazione degli aumenti legati ai rinnovi contrattuali, la premier specifica: “Ne ho già parlato con il ministro Calderone e con chi detiene i cordoni della borsa, cioè il ministro Giorgetti: il governo raccoglie una istanza della Uil e non solo di garantire che questa misura possa essere confermata anche nella prossima legge di bilancio”. Meloni ricorda come il governo abbia deciso di “sostenere i rinnovi nei contratti del settore privato con la detassazione al 5% degli aumenti contrattuali, provvedimento che era anch’esso richiesto dalla Uil perché rafforza il legame tra produttività e salario e contribuisce a dare ancora centralità alla contrattazione collettiva. È un provvedimento efficace, al quale vogliamo dare continuità e stabilità” .

Infine, cogliendo il riferimento di Bombardieri alle opportunità, e ai rischi, rappresentati dall’intelligenza artificiale, Meloni rilancia il suo “umanesimo tecnologico”. Vale a dire, “un modello nel quale il progresso continui ad avere al centro la persona, i suoi diritti, il suo lavoro, la sua dignità” perchè “la tecnologia deve essere uno strumento della libertà, non un fattore di dipendenza o di concentrazione del potere”.

Valentina Innocente

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