Ue, in Germania sicuri: Fitto verso la vicepresidenza della Commissione

Il rumors arriva da dove meno se lo aspettava l’Italia. In quella che sembrava una tranquilla notte d’inizio settembre, il quotidiano tedesco ‘Die Welt‘ fa deflagrare la notizia che tutti aspettavano dalle parti di Palazzo Chigi: il nostro Paese sembra averla spuntata nella partita a scacchi con Ursula von der Leyen per la vicepresidenza al futuro commissario Ue, Raffaele Fitto.

Secondo le informazioni raccolte dal giornale, che cita diplomatici europei e fonti informate di Bruxelles, il rappresentante italiano avrà anche la delega all’economia e il monitoraggio dei vari piani di ripresa e resilienza europei, nati dai fondi del Next Generation Eu a cui si aggiungono quelli del RePowerEu. Se a novembre le voci partite dalla Germania dovessero trovare riscontro nei fatti, per il governo di Giorgia Meloni sarebbe una grande notizia, sul piano politico. La ‘famiglia‘ europea di cui fa parte, i conservatori dell’Ecr, infatti, hanno votato contro la conferma di Vdl a capo della Commissione, aprendo scenari finora molto incerti sulla redistribuzione degli incarichi.

La premier, però, ha sempre chiesto di separare il piano politico da quello istituzionale, dove il peso specifico del nostro Paese – a sua detta – deve essere misurato in base all’apporto dato all’Unione in termini economici. Un discorso che, stando alle informazioni carpite dal quotidiano tedesco, sembra aver fatto breccia nei ragionamenti di von der Leyen. Meloni, del resto, subito dopo il rientro a Roma dalla pausa estiva ha incontrato il capo del Ppe, Manfred Weber, per trovare sponde utili nel Vecchio continente. Un’operazione che, stando a quanto trapela da Berlino, sembrerebbe portare i frutti sperati.

Die Welt‘, però, fa anche altri nomi. Perché tra gli altri contendenti alla carica di vicepresidente sembrano avere ottime chance il francese Thierry Breton, il lettone Valdis Dombrovskis e la spagnola Teresa Ribera Rodriguez.

Per avere tutte le conferme del caso, comunque, basterà aspettare poche settimane, poco più di un mese al massimo. Nel frattempo Fitto resta al lavoro in Italia e già prende confidenza con i dossier di cui dovrà occuparsi a Bruxelles, sebbene ancora dall’altra parte della barricata. Ad esempio con la relazione della Corte dei conti Ue sul Pnrr. “Il Rapporto fornisce un quadro di insieme sullo stato di attuazione del Piano a livello europeo. Una sua lettura più attenta e non strumentale consente di capire che le osservazioni sui ritardi del Pnrr sono di carattere generale, riferite a tutti gli stati membri dell’Unione“, specifica in una nota la struttura di missione italiana. Sottolineando che “dai dati pubblicati ieri, in relazione all’attuazione del Pnrr italiano, si evince che la revisione portata a compimento dal governo, in accordo con la Commissione, è risultata fondamentale per evitare possibili ritardi“.

dario.borriello

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