Meloni: “Riprogrammati 7 miliardi dei fondi di Coesione per imprese, case, energia”

Lo scenario internazionale è in continua evoluzione e di conseguenza mutano le esigenze dei singoli Stati membri dell’Unione europea per l’utilizzo dei fondi comunitari. A Bruxelles, l’Italia ottiene una revisione intermedia della politica di Coesione da 7 miliardi di euro. “Un risultato molto significativo”, rivendica la premier, Giorgia Meloni, spiegando che questi fondi saranno destinati alla competitività delle imprese, alle misure per realizzare alloggi a prezzi calmierati e agli interventi sul fronte idrico ed energetico.

L’Italia ha sempre sostenuto l’esigenza di maggiore flessibilità e semplificazione per garantire un utilizzo più efficace e concreto delle risorse europee”, scandisce la presidente del Consiglio, ricordando che l’obiettivo è stato portato avanti dalla riforma delle politiche di coesione promossa dal vicepresidente esecutivo della Commissione europea, Raffaele Fitto. “Questo Governo continuerà a lavorare, come ha fatto fin dall’inizio, per mettere a terra le risorse europee e utilizzarle al meglio per sostenere lo sviluppo e la crescita della nazione“, sostiene la premier.

La riforma, per il ministro per il Pnrr Tommaso Foti, ha aperto una “concreta finestra di opportunità” per rinnovare i programmi nazionali e regionali, indirizzando ingenti risorse verso nuovi obiettivi strategici, rispondenti alle reali esigenze di imprese e famiglie. Con la revisione dei Programmi si concentrano oltre 4,6 miliardi di euro di fondi europei per rafforzare la competitività delle imprese italiane, 1 miliardo di euro per l’ammodernamento del settore idrico e la transizione energetica ed oltre 1,1 miliardi per assicurare alloggi sostenibili a prezzi accessibili. Sono investimenti “fondamentali”, spiega Foti, perché coniugano la “tradizionale vocazione della politica di coesione, volta alla riduzione delle disparità territoriali, con le nuove priorità strategiche determinate dal rapido mutamento del contesto internazionale”.

Al momento, l’Italia è prima in Europa per numero di Programmi revisionati: 35 su 48 tra nazionali e regionali, con risorse destinate alle nuove priorità per oltre 7 miliardi di euro, pari al 16,7% del finanziamento complessivo del ciclo 2021-2027. Avviata lo scorso aprile nell’ambito della riforma europea della politica di coesione, la revisione intermedia ha consentito agli Stati membri di modernizzare e accelerare i propri programmi di investimento destinando risorse alle priorità strategiche della competitività, delle politiche abitative, del settore idrico, dell’energia e della difesa. Un’opportunità di rafforzamento della politica di coesione che è stata colta da 25 Stati membri, che hanno deciso di aggiornare 186 Programmi di investimento riassegnando alle priorità strategiche individuate dalla Commissione europea 34,6 miliardi di euro, di cui 15,2 miliardi di euro destinati alle imprese per investimenti in tecnologie e industrie critiche, per ridurre le vulnerabilità e le dipendenze tecnologiche essenziali da paesi terzi.

mariaelena.ribezzo

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