FRIEDRICH MERZ CANCELLIERE DELLA REPUBBLICA FEDERALE DI GERMANIA, EMMANUEL MACRON PRESIDENTE FRANCIA, KEIR STARMER PRIMO MINISTRO INGLESE, LA PRESIDENTE DEL CONSIGLIO GIORGIA MELONI
Lo Stretto di Hormuz riparte e l’Europa è pronta a proteggerlo. A Parigi, Francia e Inghilterra riuniscono 49 Paesi in una videoconferenza con l’Unione Europea e l’Organizzazione Internazionale Marittima. Friedrich Merz e Giorgia Meloni partecipano in presenza.
“Chiediamo la piena apertura, immediata e incondizionata, di tutte le parti dello Stretto, il ripristino delle condizioni di libero passaggio che erano in vigore prima della guerra e il pieno rispetto del diritto del mare”, scandisce il padrone di casa, Emmanuel Macron, precisando che non saranno tollerate “limitazioni, privatizzazioni e evidentemente sistemi che prevedono un pedaggio”.
I volenterosi lavorano a una missione difensiva, da far partire dopo il cessate il fuoco. Alla base di tutto, infatti, c’è una spinta diplomatica alla pace. Per gestire gli shock economici che sono stati causati dal blocco dello Stretto e garantire sicurezza energetica e alimentare, la rimozione delle restrizioni alla libertà di navigazione sarà fondamentale. Il lavoro diplomatico continuerà a essere intenso in tutta la regione del Medio Oriente e nello Stretto per mettere in sicurezza le navi. La Francia annuncia una forza navale “robusta” nel Mediterraneo orientale.
L’Italia parteciperà alle attività di sminamento e alla missione internazionale, “ma è chiaro – ribadisce Meloni – che una presenza navale a Hormuz può essere avviata soltanto quando vi sarà una cessazione delle ostilità in coordinamento con tutti gli attori regionali e internazionali e con una postura esclusivamente difensiva”. Inoltre, Roma offre la sua disponibilità di unità navali “sulla base di una necessaria autorizzazione parlamentare per quelle che sono le nostre regole costituzionali”, ricorda la premier.
Il mondo vuole che lo Stretto di Hormuz sia “pienamente aperto per i nostri popoli e per fermare il danno economico”, sottolinea il primo ministro del Regno Unito, Keir Starmer, assicurando che nella riunione c’è stata una “reale unità” sulla volontà che si raggiunga un accordo duraturo. Durante il vertice, è arrivato l’annuncio di Teheran della riapertura di Hormuz, dopo la tregua in Libano. Ma, precisa Starmer: “Dobbiamo essere sicuri che l’accordo sia duraturo e sia una proposta attuabile”.
Al tavolo, la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, ricorda il contributo dell’Unione europea in questa fase: la condivisione dei dati satellitari tramite Emsa, il rafforzamento dell’operazione Aspides, la “stretta collaborazione” con i partner del Medio Oriente e del Golfo per rafforzare i partenariati. “Compresa la connettività – sottolinea -, che può alleggerire la pressione sullo Stretto”.
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