Categories: Scienza e Tech

L’italiana Wsense vince il Blueinvest award Ue

L’azienda italiana Wsense ha vinto il Blueinvest award della Commissione europea. L’azienda, nata come spin-off della Sapienza, sviluppa reti wifi sottomarine e ha ottenuto il riconoscimento nella categoria ‘Ocean Observation’ al Blueinvest Day. La categoria, nello specifico, riguardava i nuovi prodotti, tecnologie e soluzioni basate sull’intelligenza artificiale per l’osservazione degli oceani, dalla raccolta e analisi dei dati marini. Wsense è stata una fra le due sole aziende italiane ad essere stata selezionata tra i finalisti del contest Blueinvest Day 2022, l’evento appena concluso dedicato all’innovazione nella Blue Economy organizzato dalla Commissione Europea a Bruxelles grazie al Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca.

Questo risultato è motivo di grande soddisfazione per la Sapienza“, sottolinea la rettrice Antonella Polimeni. “Il riconoscimento del contributo dei nostri ricercatori ai progetti internazionali di alto valore scientifico come questo, assume un significato ancora maggiore per il coinvolgimento nel team di giovani studiosi che rappresentano le migliori energie del nostro Paese”. Wsense, nata da un’idea della professoressa Chiara Petrioli come spin-off di Sapienza Università di Roma, è una società deep tech che porta sul mercato tecnologie brevettate per creare reti wireless sottomarine. È uno di principali pionieri del concetto dell’Internet delle Cose per l’offshore (Internet of Underwater Things – IoUT), per il monitoraggio e lo sfruttamento ecosostenibile degli ambienti marini. “Il riconoscimento ricevuto dalla Commissione europea – dichiara Chiara Petrioli – è il risultato di un gruppo eccezionale di dottori di ricerca e giovani ingegneri, con il supporto di un team di manager che hanno creduto in un progetto industriale nato dai laboratori di ricerca della Sapienza. Lavoreremo con ancora più convinzione per la preservazione dei mari e degli oceani e la crescita in Italia di una economia ‘verde e blu’ basata su dati quantitativi al fine di supportare scelte sostenibili, per fornire alle future generazioni il cibo e l’energia necessaria per il nostro futuro”, conclude Petrioli.

Nadia Bisson

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