Prendersi cura del proprio telefono per limitarne l’impatto ambientale

Avete dei telefoni inutili nei vostri cassetti?”. Lo chiede Julien Nora, responsabile di un workshop sul riutilizzo e il riciclo delle apparecchiature elettroniche. Due terzi dei partecipanti, colpevoli ma onesti, alzano la mano. “In Francia, 30 milioni di telefoni dormono nei nostri armadi“, ricorda Nora alla decina di persone riunite nei locali dell’associazione Makesense a Parigi per celebrare la Giornata mondiale della pulizia digitale che si è svolta sabato. Almeno 2.059 azioni si sono svolte questa settimana in tutta la Francia, tra cui 88 nella capitale, per questo evento lanciato nel marzo 2020, in piena pandemia, dall’Institut du numérique responsable e dall’organizzazione World Cleanup Day – France. “L’obiettivo è quello di sensibilizzare tutti i tipi di pubblico sull’impatto della tecnologia digitale sull’ambiente“, dichiara Julien Nora all’AFP. L’evento del 2024 mira a raggiungere almeno un milione di persone, rispetto alle 500.000 del 2023.

La gente pensa che tutto sia virtuale, ma noi stiamo cercando di sensibilizzare il pubblico sul lato materiale delle cose“, continua. Per i telefoni cellulari, ad esempio, “l’80% dell’impatto delle emissioni di carbonio è legato alla produzione dell’apparecchiatura“, osserva durante il workshop. “L’importante è prendersi cura del proprio telefono e delle proprie apparecchiature, e non solo cancellare le e-mail“, insiste Julien Nora. Secondo l’Agenzia francese per la transizione ecologica (Ademe), i francesi conservano in media i loro telefoni per meno di 2 anni e l’88% li cambia anche se sono ancora funzionanti.

Julien Nora offre al suo attento pubblico una serie di consigli per prolungare la vita degli smartphone e “limitare in definitiva l’impatto ambientale della tecnologia digitale“. Tra questi, preservare la batteria evitando di caricarla di notte e riparare eventuali malfunzionamenti. Con il suo iPhone 6 (commercializzato nel 2014) al collo, Nora spiega di aver sostituito da solo la batteria del suo cellulare grazie all’azienda iFixit, che gli ha inviato un kit con gli strumenti necessari e i passaggi da seguire. L’operazione ha richiesto due ore. Un’altra opzione è quella di investire in un telefono che possa essere facilmente riparato, come quelli prodotti dall’olandese Fairphone.

In termini di utilizzo, Julien Nora consiglia di cancellare dalla memoria del telefono foto, video e applicazioni inutilizzate. E “privilegiare il Wi-Fi è sempre meglio in termini di consumo energetico“, aggiunge. “Le infrastrutture di rete 4G consumano fino a dieci volte di più della fibra e tre volte di più dell’Adsl“. Consapevole di questo problema, Hélène Hache, che partecipa al workshop, spiega di aver impostato un’opzione specifica sulla sua applicazione WhatsApp. “Non posso inviare foto o scaricarle se non sono in Wi-Fi“, racconta.

Se, nonostante tutte queste precauzioni, un dispositivo diventa inutilizzabile, Julien Nora sottolinea l’importanza di raccogliere i rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche. Anche se il riciclo è spesso complicato. “In uno smartphone ci sono tra i 50 e i 70 materiali“, spiega Nora, “in quantità molto piccole e in leghe complesse. È come cercare di togliere il pomodoro dalla ratatouille“. Quindi, a suo avviso, si tratta di “una soluzione molto parziale“. “La cosa più difficile è riuscire a cambiare le proprie abitudini“, riassume un altro partecipante, Adrien Coulon, alla fine del workshop. “E dire a se stessi: non importa se non ho il telefono più recente“.

Chiara Troiano

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