Le elezioni dell’8-9 giugno sono “una responsabilità doppia: per i cittadini, che devono percepirne l’importanza in questo momento, e per i nostri rappresentanti politici, che dovranno imprimere un cambiamento di rotta a Bruxelles”. Così Riccardo Di Stefano, presidente dei Giovani imprenditori di Confindustria. Come riporta il Sole 24 Ore, Di Stefano poi spiega: “Vanno ripensati i Trattati. Cito un esempio: il voto all’unanimità blocca i cambiamenti, si trasforma di fatto in un diritto di veto. Andrebbe superato, anche in vista di un futuro allargamento della Ue. L’Italia, collocata al centro del Mediterraneo e del continente europeo potrebbe, più e meglio di altri paesi, contribuire a riscriverne le regole”. Uno sguardo anche al Green Deal: “La Ue in questi anni ha avuto un atteggiamento, in particolare sull’ambiente, ideologico e antindustriale. Gli esempi sono molti: il tema del packaging, lo stop al motore endotermico al 2035, che mette in crisi le nostre filiere, eccellenza riconosciuta a livello mondiale. Anche sull’Intelligenza Artificiale la Ue è troppo impegnata a regolamentare e non ha creato un contesto favorevole alla crescita di questa tecnologia. Dobbiamo recuperare perché è una leva che può far fare un salto di modernizzazione al nostro sistema imprenditoriale, specie alle pmi”
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