Con l’ordinanza n.26021/2025, la Corte di Cassazione ha stabilito che il lavoratore che subisce un infortunio deve dimostrare l’esistenza del danno e il nesso con l’attività svolta, ma non è tenuto a provare nel dettaglio tutte le violazioni tecniche commesse dall’azienda. È invece il datore di lavoro a dover dimostrare di aver rispettato integralmente gli obblighi di prevenzione e sicurezza.
“Nel caso in esame, un lavoratore ha riportato un grave lesione corneale in seguito ad un incidente sul posto di lavoro. In primo grado – evidenzia Felice Colonna, consigliere d’amministrazione della Cassa di previdenza dei ragionieri e degli esperti contabili – la domanda di risarcimento era stata respinta, ritenendo che l’indennizzo INAIL avesse già coperto il pregiudizio subito”.
La Corte d’Appello aveva confermato il rigetto.
“I Supremi Giudici, hanno ricordato che la responsabilità del datore ex art. 2087 c.c. è di natura contrattuale. Al lavoratore – conclude Colonna – spetta solo allegare l’infortunio e il collegamento con l’attività lavorativa, mentre è l’impresa che deve provare di aver adottato tutte le misure di sicurezza previste dalla legge e dalla tecnica”.
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