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Carburanti restano oltre i 2 euro, Eni fissa price cap. Urso e Pichetto convocano i raffinatori

I prezzi dei carburanti restano ben oltre la soglia di pericolo: 2,154 euro al litro per la benzina e 2,338 euro per il gasolio sulla rete stradale. Da domani, 26 settembre, poi, il taglio delle accise sul diesel scende del 50%, a 6,1 centesimi, per effetto dell’ultimo decreto approvato dal governo.

I campanelli d’allarme suonano forte da tempo dalle parti dell’esecutivo, ma i venti di guerra in Iran (e Ucraina, ovviamente) non accennano a placarsi. Una soluzione, dunque, non è a portata di mano. Le imprese da mesi puntano il dito contro le scelte dell’Europa che, di fatto, hanno messo fuorigioco gli impianti di raffinazione del petrolio, ma il tema torna di forte attualità in questa fase di crisi e rincari. Al punto che i ministri Adolfo Urso e Gilberto Pichetto Fratin hanno deciso di convocare per l’8 ottobre prossimo, alle ore 16.30, al Mimit, le società che operano nel settore della raffinazione e della produzione di beni e prodotti derivati.

A Palazzo Piacentini sono invitati Unem, l’algerina Sonatrach, Socar-IP, Iplom, KPI, Alma Petroli, Ludoil-Isab, Saras, Innovhub e Eni per valutare insieme come poter “aumentare la produzione dei principali prodotti per mitigare gli effetti dell’attuale scenario internazionale sull’approvvigionamento del Paese”, fanno sapere dal Mimit. Non è escluso che, una volta terminato il giro di consultazioni con gli operatori del settore, possa essere necessario un intervento normativo, in linea con le misure varate dal governo nell’ultimo mese per aumentare l’attività estrattiva sul territorio italiano.

Nel frattempo, il ‘tampone‘ all’emorragia di prezzi è nelle mani delle singole compagnie. In questo senso una nota più che positiva è rappresentata da Eni, che ha scelto di applicare per trenta giorni un tetto massimo al prezzo dei propri carburanti venduti nelle stazioni Enilive di 2,19 euro al litro per il gasolio e 1,99 euro per la benzina, a partire dal 28 settembre. Un “nuovo contributo di solidarietà al Paese, ai consumatori e alla propria clientela”, la definisce la società guidata da Claudio Descalzi, che potrebbe estendere il price cap sino alla fine dell’anno, anche se questo dipenderà dall’andamento del mercato e degli approvvigionamenti.

Eni riceve il ringraziamento del governo italiano per “un lodevole atto di attenzione all’Italia, che va nella auspicata direzione di calmierare il caro carburante che, a causa del difficile contesto internazionale, sta colpendo le famiglie italiane”. Cogliendo la palla al balzo, il ministro degli Esteri e leader di FI, Antonio Tajani, porta Eni ad esempio di Sistema Paese e affonda il colpo politico: “Questa è la strada, non interventi dirigisti o nuove tassazioni costruite attorno al concetto degli extraprofitti”.

Il plauso arriva anche dai consumatori, da Unc a Condacons e Assoutenti, che invitano tutti i marchi a seguire l’esempio del Cane a sei zampe. “Certo è possibile che questa mossa voglia ridurre le possibilità di una tassazione sugli extraprofitti avanzata da molti in questi mesi, ma ha poca importanza”, ammette lo stesso presidente dell’Unione italiana consumatori, Massimiliano Dona.

Anche a livello locale le Regioni iniziano a muoversi. Il Friuli Venezia Giulia, ad esempio, dal 1 ottobre aumenterà di altri 5 centesimi al litro lo sconto regionale sui carburanti, che in Area 0 raggiungerà i 39 centesimi al litro per la benzina e 30 per il gasolio. La Sicilia, invece, stanzia 15 milioni di euro per gli autotrasportatori: una prima quota, fino a 50 mila euro, potrà essere riconosciuta in regime di ‘super de minimis’, mentre per la parte ulteriore, fino alla copertura complessiva del 70% dei rincari, la Regione chiederà alla Commissione Ue l’autorizzazione alla deroga.

Ossigeno puro per famiglie e imprese, soprattutto quelle dell’autotrasporto, che al momento scelgono di non mettere sul tavolo l’ipotesi dello sciopero ma, avverte la presidente di Assotir, Anna Vita Manigrasso, “se il governo rimarrà inerte i trasportatori non si fermeranno per protesta, ma perché senza gasolio i camion non si accendono”.

dario.borriello

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