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Nuovi attacchi Usa in Iran: colpiti 80 obiettivi. Rutte: “Risposta Washington era necessaria, Teheran ha violato cessate il fuoco”

L’esercito statunitense ha avviato una serie di potenti raid contro l’Iran in seguito agli attacchi a navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz. Secondo i media statali iraniani, si sarebbero udite delle esplosioni nella città portuale di Sirik, a Bandar Abbas e sull’isola di Qeshm. Gli attacchi sono avvenuti poco dopo che gli Stati Uniti hanno revocato una deroga che consentiva all’Iran di vendere petrolio in base al memorandum d’intesa firmato il 17 giugno. In precedenza, tre navi che transitavano nello Stretto di Hormuz erano state colpite, tra cui petroliere del Qatar e dell’Arabia Saudita. Il Comando Centrale degli Stati Uniti ha dichiarato che le forze americane hanno “completato una nuova serie di attacchi offensivi contro l’Iran colpendo oltre 80 obiettivi con munizioni di precisione come risposta immediata agli ultimi attacchi iraniani contro navi mercantili in transito nello Stretto di Hormuz”. Un funzionario statunitense ha affermato a Axios che tra gli obiettivi figuravano sistemi di difesa aerea iraniani, sistemi di sorveglianza costiera, missili terra-aria, siti di lancio di missili da crociera antinave, siti di lancio di droni e infrastrutture portuali. Secondo quanto riferito da un funzionario statunitense , gli attacchi americani di martedì sono stati da quattro a cinque volte più estesi e potenti rispetto a quelli effettuati a Hormuz dieci giorni prima. Sempre secondo Axios, Trump avrebbe approvato il piano d’attacco e lanciato l’ordine dalla Turchia, a Ankara, dove si trova per il vertice Nato.

E proprio da Ankara il segretario generale della Nato, Mark Rutte, si è schierato apertamente con gli Stati Uniti: Penso che i bombardamenti Usa in Iran della scorsa notte “fossero assolutamente necessari. Avevamo un cessate il fuoco e l’Iran lo ha sostanzialmente violato, lo abbiamo visto ieri con l’attacco alle navi. Ritengo sia assolutamente cruciale che gli Stati Uniti reagiscano con forza”. “Mi aspetto che oggi gli alleati, in primo luogo, ribadiscano che l’Iran non debba mai, mai entrare in possesso di capacità nucleari. E in secondo luogo, che in linea di principio la libertà di navigazione, quindi lo stretto di Hormuz completamente aperto e protetto, sia una condizione imprescindibile, cruciale per tutti i 32 alleati”, ha aggiunto.

“Principali violazioni del protocollo d’intesa da parte degli Stati Uniti: Violazione delle misure adottate dall’Iran nello Stretto. Minacce persistenti di ulteriori attacchi. Reintroduzione delle sanzioni petrolifere. Attacchi nel sud dell’Iran. Continua aggressione sionista contro. L’era delle prepotenze e delle estorsioni è finita. Non porta da nessuna parte. Non ci piegheremo”, ha commentato su X Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche iraniane (IRGC) afferma che le sue forze navali e aerospaziali hanno condotto un’operazione congiunta con missili e droni, prendendo di mira 85 siti presso “importanti installazioni militari statunitensi”. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che gli attacchi erano diretti contro la base della Quinta Flotta statunitense in Bahrein e la base aerea di Ali Al-Salem in Kuwait. Il comunicato afferma che l’operazione rappresenta una “risposta iniziale” a al fatto che gli Stati Uniti avevano violato il cessate il fuoco e l’accordo di Islamabad, dopo gli attacchi aerei statunitensi contro basi costiere e stazioni civili a Hormozgan e Mahshahr, avvenuti in mattinata. Le Guardie Rivoluzionarie hanno inoltre collegato gli attacchi statunitensi al corteo funebre per la guida suprema iraniana assassinata, affermando che Washington stava cercando di oscurare l'”evento storico”.

Chiara Troiano

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