“L’Europa ha bisogno della fusione per la propria sicurezza energetica, ma sui reattori ‘a ciambella’ come il nostro ha anche un vantaggio straordinario: l’intera catena di fornitura è qui”. Così Francesco Sciortino, fisico italiano che ha cofondato e guida Proxima Fusion, startup tedesca che punta a costruire in Baviera, entro il 2031, lo ‘stellarator’ Alpha, il primo reattore in grado di imbrigliare e rendere sfruttabile la fusione nucleare. In una intervista a Repubblica spiega: “Il nostro progetto può avere successo solo su scala europea”. E “i pezzi di Alpha non si trovano sugli scaffali del supermercato, sono unici: il finanziamento ci serve per creare l’ecosistema necessario a costruirli, accelerare su ciò che produciamo direttamente, come i magneti, ma soprattutto lavorare con la filiera di fornitori, molti dei quali sono piccole e medie aziende europee di eccellenza”. Poi ancora sulla fusione: “Nel futuro mix energetico, nella maggior parte delle geografie e contesti geopolitici, ci sarà bisogno di una fonte che complementi l’intermittenza delle rinnovabili. E se vogliamo che sia una fonte pulita e sicura deve essere la fusione”.
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