(COMBO) This combination of pictures created on March 17, 2025 shows, L-R, US President Donald Trump in the Oval Office of the White House in Washington, DC, on March 13, 2025 and Russia's President Vladimir Putin at the Kremlin in Moscow on March 13, 2025. Putin and Trump will speak by phone on March 18, 2025, as one US official expressed hope the two could agree a Ukraine ceasefire within "weeks." (Photo by Mandel NGAN and Maxim Shemetov / various sources / AFP)
Al termine del viaggio dei mediatori americani Witkoff e Kushner a Mosca e Kiev, arriva la telefonata tra i due presidenti, Vladimir Putin e Donald Trump. Secondo Yuri Ushakov, consigliere del presidente russo, la conversazione è durata esattamente un’ora ed è stata “costruttiva e franca”. La discussione si è concentrata, quasi esclusivamente, sul processo di pace in Ucraina. I due leader si sono scambiati opinioni sui risultati delle visite degli emissari americani affermando che il lavoro attraverso questo canale proseguirà. Secondo il Cremlino, Trump ha dichiarato di essere interessato a una svolta nella risoluzione del conflitto ucraino durante la sua presidenza. Allo stesso tempo, durante la conversazione, Putin ha “valutato positivamente gli sforzi di mediazione” degli Stati Uniti e del leader americano in persona, nel trovare soluzioni al conflitto ucraino, e a sua volta, ha anche illustrato a Trump cosa gli americani potrebbero realisticamente fare per porre fine rapidamente alle operazioni militari in Ucraina.
Nel suo colloquio il presidente russo ha poi sottolineato che le speculazioni su una “minaccia russa” sono solo un pretesto per l’Europa per aumentare il suo sostegno a Kiev e incrementare le spese militari. E anzi, lo zar avrebbe poi assicurato il tycoon di “non avere alcun piano contro i paesi europei”, nonostante le accuse di attacchi ibridi da parte di Mosca su spazio aereo europeo.
Intanto, un incontro trilaterale tra i negoziatori russi, ucraini e statunitensi potrebbe svolgersi già questo mese. È quanto ha anticipato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. “Se tutte le parti sono d’accordo, vogliamo tenerlo anche in autunno. Se settembre va bene, sarebbe ottimo. Prima avviene, meglio è”, ha detto Zelensky ai giornalisti che conta “di incontrare Trump intorno al 20 settembre”. Sul tavolo il nodo della fornitura degli scudi Patriot all’indomani di un nuovo, massiccio, raid russo contro la capitale ucraina e altre città proprio allo scadere dei tre giorni di tregua reciproca sulle capitali.
Zelensky si è comunque detto nuovamente disponibile a raggiungere un accordo con la Russia per fermare reciprocamente gli attacchi contro le infrastrutture energetiche e quelle legate alle esportazioni agricole. “Il grano e l’energia sono questioni delicate per l’Ucraina e per la Russia. E sono questioni delicate per tutto il mondo. Per l’India in questo momento, per gli Emirati, l’Arabia Saudita, l’Egitto, l’Asia e molti altri Paesi. Siamo pronti a trovare un compromesso su questo”, ha dichiarato.
Sui Patriot, i 27 Stati membri dell’Ue hanno oggi raggiunto un accordo sulla deroga concessa all’Ucraina per l’acquisto di prodotti essenziali per i sistemi di difesa aerea. “La prossima erogazione di 3,2 miliardi di euro consentirà all’Ucraina di proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia”, ha fatto sapere la presidente della Commissione Ursula von der Leyen d’intesa con il Segretario generale della Nato Mark Rutte. “La Nato e l’Ue continueranno a lavorare fianco a fianco per sostenere l’Ucraina”, ha quindi scritto Rutte sui social. I missili intercettori Patriot di fabbricazione americana sono particolarmente efficaci contro i missili balistici che la Russia lancia quasi quotidianamente contro l’Ucraina e che Kiev fatica ad abbattere a causa della mancanza di intercettori. Una delle condizioni imposte per la concessione di questo prestito di 90 miliardi di euro è la priorità data all’acquisto di equipaggiamenti prodotti in Europa, dove l’equivalente del Patriot, il SAMP/T, è ancora scarso. Intanto la tregua temporanea di tre giorni, in cui Russia e Ucraina si erano impegnate a sospendere gli attacchi reciproci per consentire i colloqui con gli inviati Usa è terminata e gli attacchi reciproci sono ripresi a pieno regime. Oggi nella capitale ucraina è scattato l’allarme aereo per un raid russo in cui sono state uccise almeno tre persone e ferite altre sette. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha dichiarato che alcune persone erano intrappolate in un edificio residenziale. Anche l’esercito ucraino ha ripreso a colpire in territorio russo con un attacco di droni sulla città di Saratov che avrebbero provocato danni alle infrastrutture civili e alcune vittime, secondo le prime rilevazioni.
Anche se i colloqui avuti dagli inviati americani sono stati definiti positivi e “sostanziali” dagli stessi rappresentanti del governo Usa, Mosca ha frenato gli entusiasmi sul raggiungimento della pace in tempi brevi. Secondo il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov, l’Occidente ha convinto in diverse occasioni l’Ucraina a rifiutare soluzioni di pace con la Russia, e quindi ora non dovrebbe “entusiasmarsi troppo” per la presentazione di “nuove idee” per risolvere il conflitto. “Ci sono stati molti avvertimenti, e opzioni più che sufficienti per fare la pace”, ha dichiarato Lavrov in un’intervista per il progetto online Sama Menshova, ripresa dalla Tass. Per Lavrov i due inviati Usa avrebbero ribadito la posizione del presidente Donald Trump che esclude un ingresso dell’Ucraina nella Nato e riconosce la realtà sul terreno. “Questo – ha detto Lavrov – suscita una risposta positiva di Mosca, che vuole continuare il dialogo”. Anche il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov “spera nella ripresa dei negoziati tra le tre parti: Russia, Ucraina e Stati Uniti”, anche se, ha ammesso, “il conflitto in Ucraina avrebbe potuto concludersi da tempo”, ma gli ucraini “vengono provocati in modo significativo da alcuni Paesi europei” per continuare la guerra. “”Non direi che Kiev stia dimostrando molta flessibilità, e non direi nemmeno che voglia davvero porre fine a questa guerra”, ha affermato
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