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Acqua, Aubac: Coinvolti ingegneri e geologi per tutela Appennino centrale

La pianificazione idrogeologica come strumento essenziale per la sicurezza del territorio e la gestione del rischio nell’Appennino Centrale. È questo il tema al centro della presentazione che l’Autorità di bacino distrettuale dell’Appennino Centrale (Aubac) ha dedicato oggi agli Ordini nazionali e regionali dei Geologi e degli Ingegneri, convocati presso la sede dell’Autorità per illustrare i Progetti di Piano di Assetto Idrogeologico (Pai) Distrettuale Idraulico e Pai Distrettuale Frane recentemente adottati.
L’incontro ha rappresentato un momento di confronto istituzionale sui contenuti dei nuovi strumenti pianificatori e sulle strategie di gestione del rischio idraulico da alluvione e del rischio da frana. La presenza degli Ordini dei Geologi e degli Ingegneri ha rafforzato il confronto tecnico necessario per accompagnare l’implementazione dei Pai, favorendo una collaborazione ampia tra professionisti, enti locali e istituzioni. Il dialogo avviato oggi sarà decisivo nella fase di osservazioni pubbliche, aperta per 90 giorni, e in vista dell’approvazione definitiva prevista entro febbraio 2026.
“Il confronto con gli Ordini e le Federazioni professionali è essenziale per rendere i PAI strumenti realmente operativi e capaci di orientare le decisioni sul territorio. I nuovi PAI distrettuali rappresentano una svolta per la sicurezza idrogeologica dell’Appennino Centrale: un quadro unico, moderno e digitalizzato che permette di superare le frammentazioni del passato e di affrontare con maggiore efficacia le sfide del cambiamento climatico. Grazie alla collaborazione con i professionisti, saremo in grado di garantire un’applicazione omogenea e una gestione del rischio sempre più consapevole, partecipata e orientata al futuro”, ha dichiarato Marco Casini, Segretario Generale di Aubac.
I Pai distrettuali rappresentano il nuovo strumento unico di riferimento per la sicurezza idrogeologica dell’intero Appennino Centrale. Superano i precedenti Pai locali e introducono regole omogenee, criteri aggiornati per la classificazione delle aree a rischio e misure di salvaguardia subito operative. Si tratta di un cambio di paradigma che garantisce una pianificazione più coordinata, efficace e trasparente, grazie anche al supporto di un sistema digitale avanzato con rilievi ad alta precisione, modelli idraulici e cartografie consultabili online tramite il Digital Twin del distretto.

redazione

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