“È un riconoscimento che premia 40 anni di ricerche sulle reti fluviali come chiave per capire come funziona la natura. E poi conosco la cerimonia, è di una bellezza clamorosa. Nel 2002 fui io a fare la Laudatio per l’allora vincitore, Ignacio Rodriguez-Iturbe, il mio amico più caro. È mancato lo scorso ottobre, quindi per me sarà particolarmente emozionante”. Così Andrea Rinaldo, ex nazionale di rugby, ordinario di Costruzioni idrauliche all’Università di Padova e direttore del Laboratorio di Eco-idrologia all’École polytechnique fédérale di Losanna, che il 23 agosto riceverà lo Stockholm Water Prize alla presenza del Carlo XVI Gustavo di Svezia, come avviene per il Nobel. In una intervista a Il Corriere della Sera aggiunge: “È evidente la necessità di ripensare la giustizia distributiva della gestione delle risorse idriche su scala globale. Quando viaggio nel Sud del mondo per studiare come si propagano le malattie portate dall’acqua, vedo che la distribuzione di acqua sicura è per pochi privilegiati, mentre tutti hanno un telefono cellulare”
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