L’allarme riguarda un settore chiave per l’Italia, primo produttore di riso dell’Ue con oltre il 50% del totale e circa 230.000 ettari coltivati. Un comparto strategico non solo sul piano economico, ma anche sociale e ambientale, oggi però sotto pressione anche per l’esplosione dei costi di produzione, fertilizzanti ed energia in primis, con il gasolio agricolo praticamente raddoppiato a causa della crisi in Medio Oriente.
“Il riso è un’eccellenza dell’agricoltura Made in Italy -sottolinea il presidente di Cia- ma il comparto affronta sfide enormi: dai cambiamenti climatici agli aumenti dei costi di produzione, fino a dinamiche di mercato sempre più complesse, complici le drammatiche vicende geopolitiche. In un contesto già così critico, una clausola di salvaguardia con parametri inadeguati rischia di essere inutile”. Per questo, conclude Fini, “chiediamo che il Parlamento europeo intervenga in plenaria il 28 aprile per correggere l’automatismo di salvaguardia, come chiede tutta la filiera del riso”.
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