“Ai dazi di Trump bisogna rispondere con altri dazi, non c’è scelta. Gli agricoltori statunitensi hanno già il vantaggio competitivo derivante dal Farm bill, che assicura loro un budget due volte superiore al sostegno finanziario di cui godono gli imprenditori agricoli europei. È chiaro che nel momento in cui gli Stati Uniti e la Cina parlano di dazi l’Europa rischia di essere schiacciata. Anche la politica aggressiva del presidente indiano Modi mi preoccupa, perché l’India oggi è il più grande produttore al mondo di latte bovino”. Così Massimiliano Giansanti, presidente della Confagricoltura e dallo scorso settembre presidente anche del Copa, l’associazione che a livello europeo riunisce tutte le principali organizzazioni del mondo agricolo. In una intervista a Il Sole 24 Ore aggiunge: “Non è lo sbarco dei prodotti lattieri indiani sul mercato europeo che dobbiamo temere, ma le dinamiche di prezzo che questi prodotti possono innescare. Oggi sono i mercati globali a esprimere i prezzi e tendono a livellarli verso il basso. Nei negozi di Bruxelles l’uva che arriva dal Perù, nonostante le spese di trasporto, costa la metà di quella prodotta nella Ue: non c’è agricoltore, né in Italia né in Europa, che può reggere questi prezzi”.
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