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Agricoltura, Giansanti (Confagricoltura): Un manifesto per crescere di qui al 2050

“Si avverte sempre di più la necessità di uscire da un paradigma che ha sempre visto l’agricoltura come un’attività al di fuori del sistema economico, certamente fondamentale perché produttrice di beni primari essenziali, ma senza considerarne la reale portata economica”. Così Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, in una intervista a Il Corriere della Sera. “Il manifesto deve rappresentare la visione dell’agricoltura da qui al 2050 e i nostri lavori con il contributo dell’università Bocconi concorreranno a individuare le direttrici per il settore. Per l’agricoltura del futuro serve un piano pluriennale affinché il mondo della finanza, i fondi di investimento, le banche, le assicurazioni possano trovare nel rafforzamento del sistema un ritorno dei loro investimenti. Ci stiamo accorgendo tutti i giorni di cosa significhi essere dipendenti dagli altri, ecco perché è importante fare chiarezza sulle necessità strategiche del Paese e sulla possibilità di contare su un’agricoltura performante, competitiva e che garantisca sicurezza alimentare. Vale ricordare che in uno scenario geopolitico mutevole il settore agroalimentare è ormai un’arma utilizzata per acquisire spazi maggiori nel quadro dei rapporti tra paesi. La settimana prossima la presidente delle Ue, Ursula Von der Leyen, presenterà un piano ambizioso per la produzione di fertilizzanti in Europa. Questo conferma che si sta riscoprendo la centralità dell’agricoltura e di tutti i settori ad essa connessi. Perciò la cosa più naturale che ci è venuta in mente è costruire il ‘manifesto dell’agricoltura del futuro’”. E ancora: “In questi anni il governo ha fatto quello che doveva fare, ascoltando e accompagnandoci. Abbiamo anche apprezzato il ruolo rivestito dalla presidente Meloni nel dibattito del quadro finanziario per la Politica agricola comune. L’importante è continuare a lavorare insieme rispetto all’Europa, perché uno dei punti fondamentali deve essere quello di un diverso modo di vedere l’Europa. Che oggi sembra un grande condominio: tutti sostengono le spese condominiali, tutti utilizzano le parti comuni, ma alla prima difficoltà ci chiudiamo nel nostro appartamento. Occorre una presa d’atto che dobbiamo proteggere il mercato interno e il mercato europeo, rafforzare il sistema delle imprese e migliorare la vita dei cittadini europei”.

redazione

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