Tra il 2006 e il 2025 la produzione delle principali colture fruttifere italiane ha registrato una netta prevalenza di flessioni. Lo rileva l’Istat nell’analisi sulle principali produzioni agricole italiane. La produzione è diminuita in 11 delle 14 specie considerate. Il calo più marcato riguarda le pere, la cui produzione è diminuita del 60,6%, mentre le superfici coltivate si sono ridotte del 52,8%. La resa per ettaro è diminuita del 16,6%. Forti contrazioni hanno interessato anche pesche e nettarine. Per le pesche la produzione è diminuita del 40,7% e le superfici del 31,9%, mentre per le nettarine la produzione è scesa del 43,5% e le superfici del 49,3%. In entrambi i casi, tuttavia, la resa per ettaro è aumentata, rispettivamente del 14,9% e dell’11,4%. Tra le altre produzioni in calo figurano nocciole (-30,3%), mandorle (-29,7%), arance (-23,7%) e ciliegie (-20,9%). In controtendenza clementine, kiwi e mele. La produzione di clementine è aumentata del 20,3%, quella di kiwi del 17,8% e quella di mele del 13,2%. Per le mele, nonostante una riduzione del 10,6% delle superfici, la resa per ettaro è cresciuta del 26,7%, passando da 345,6 a 437,8 quintali.
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