Dopo il rinvio deciso dalla presidenza di turno belga lunedì, tornano a riunirsi questa mattina gli ambasciatori dei 27 Paesi membri Ue per trovare una soluzione di compromesso e votare l’accordo provvisorio raggiunto il 20 marzo con i negoziatori del Parlamento Europeo sulla proroga delle misure di liberalizzazione commerciale per l’Ucraina fino al 5 giugno 2025 (ma con freni di emergenza nel caso di difficoltà per gli agricoltori europei).
Dopo la decisione della settimana scorsa di concedere il tempo al Consiglio Europeo di discutere della proroga allo stop ai dazi sulle importazioni alimentari dall’Ucraina, gli ambasciatori in Coreper non sono riusciti a trovare un punto di caduta sul via libera all’intesa, a seguito delle resistenze di Francia, Polonia e Ungheria (sostenute in parte dall’Italia) su due richieste: l’inclusione del grano tra i prodotti che possono far scattare i ‘freni di emergenza’ in caso di perturbazioni del mercato e l’aggiunta del 2021 (oltre a 2022 e 2023) come anno di riferimento per l’attivazione dei ‘freni di emergenza’. Il punto in agenda è slittato a oggi per la necessità di ulteriori consultazioni per evitare la minoranza di blocco contro la proroga.
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