“La sfida da vincere è in Europa. A Bruxelles, dove si decide la politica alimentare della Ue. Far credere che l’Italia, da sola, possa rispondere alle sfide che mettono in gioco le scelte politiche europee è sbagliato. Sarebbe una presa in giro proprio nei confronti dei nostri agricoltori che non se la meritano”. Così Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, in una intervista a Libero. Prandini poi spiega. “Bisogna avere l’onestà di riconoscere che in Francia e in Germania l’ondata di proteste è montata con il taglio deciso dai rispettivi governi al bilancio e alle agevolazioni fiscali a beneficio dell’agricoltura. È scorretto far finta di non saperlo”. In Italia per Prandini è successo il contrario: “Il governo ha aumentato le risorse destinate all’agricoltura anziché tagliarle come hanno fatto Berlino e Parigi. Il tema è proprio il luogo in cui le proteste vanno portate. Vale a dire Bruxelles. Ci confrontiamo con una burocrazia comunitaria i cui tempi stridono fortemente con le emergenze del settore che richiede risposte immediate”. E ancora: “Noi oggi manifestiamo insieme alle altre organizzazioni di rappresentanza degli agricoltori europei. Assieme ai portoghesi, agli spagnoli, ai belgi, ai tedeschi, ai francesi per chiedere la cancellazione definitiva della norma che ci obbliga a tenere il 4 per cento dei terreni incolti”.
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