“L’escalation della guerra contro l’Iran ha generato un crescente livello di instabilità nei mercati energetici e nella logistica marittima internazionale. Ciò ha già avuto un forte impatto sulla filiera agroalimentare italiana che si ritrova alle prese con costi insostenibili. È necessario intervenire quanto prima. Chiediamo alla grande distribuzione di cercare soluzioni con noi, per darci ossigeno facendo temporaneamente crescere i prezzi al consumatore, ma il nostro interlocutore non risponde”. Lancia l’allarme Armando De Nigris, presidente del Consorzio Tradizioni Italiane che rappresenta imprese produttrici del made in Italy alimentare di alta qualità. Il Consorzio Tradizioni Italiane è una realtà che riunisce 15 aziende, con 38 stabilimenti produttivi, un fatturato aggregato di circa tre miliardi di cui il 45% generato all’estero, e che impiega 3.645 persone. In un colloquio con il Sole 24 Ore spiega: “Le tensioni in atto alimentano incertezze che fanno lievitare i costi di trasporto, le assicurazioni marittime, l’approvvigionamento di materie prime e i prezzi dell’energia. Elementi che, combinati, incidono in modo significativo sulla stabilità delle forniture e sulla competitività delle nostre imprese sui mercati nazionali e internazionali. Attraverso lo Stretto di Hormuz – conclude De Nigris – transita circa il 20% del traffico energetico mondiale e una parte rilevante delle principali rotte commerciali. I blocchi hanno ripercussioni gravi su diversi settori, tra cui l’agroalimentare per il quale la continuità logistica ed energetica sono fattori determinanti”.
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