“L’ultimo dei miei obiettivi è andare in contrasto con le imprese italiane: per questo abbiamo avviato un percorso con Unionfood che ci consenta di arrivare, tra qualche mese, a una programmazione condivisa sul divieto di utilizzare denominazioni mutuate dal mondo della carne, del pesce, dei salumi per prodotti costituiti esclusivamente da proteine vegetali. L’obiettivo è coniugare le esigenze imprenditoriali con la tutela del consumatore, che non deve essere tratto in inganno”. Così il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, in un dialogo con il Sole 24 Ore sul cosiddetto meat sounding. “Nell’ambito di una opposizione decisa e ferma alle carni da colture cellulari – spiega – abbiamo approvato questo emendamento che io in termini di principio rispetto, perchè non si comprende fino in fondo perché chi non vuole mangiare carne, pretenda di chiamare carne ciò che carne non è, traendo in inganno i consumatori meno avveduti”, dice ancora Lollobrigida. Che spiega come venirne fuori: “Con un percorso graduale potremmo per esempio arrivare a decidere di non cambiare le denominazioni dei prodotti di punta di alcune aziende e modificare invece quelli meno conosciuti”.
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