“Sebbene inizialmente sperassi in una rapida risoluzione del conflitto in Medio Oriente e che il comitato monetario della Federal Reserve potesse ignorarne gli effetti sui prezzi, l’incertezza su come lo shock energetico si sarebbe propagato ad altri prezzi mi ha portato a sostenere una pausa nei tagli dei tassi nell’ultima riunione di aprile”. Lo dichiara Cristopher Waller, membro del Board dei governatori della Fed, dalla Centre for Central Banking di Francoforte (Germania). “Nelle scorse settimane – aggiunge – i dati sul mercato del lavoro e sull’inflazione hanno confermato questa valutazione. I recenti dati sull’occupazione mostrano che il mercato del lavoro sembra stabilizzarsi e il tasso di disoccupazione è piuttosto basso e stabile. Tuttavia, l’aumento dei prezzi dell’energia e delle materie prime sta spingendo al rialzo l’inflazione complessiva e i prezzi di altri beni. L’inflazione non sta andando nella giusta direzione. Sulla base di questi dati recenti, sarei favorevole a rimuovere la dicitura ‘orientamento accomodante’ dal nostro documento programmatico, per chiarire che un taglio dei tassi non è più probabile in futuro”.
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