“Quando nel 2004 aprimmo le porte di Pollenzo ritenevamo che ci fosse un grande bisogno di esperti e studiosi del cibo, preparati a livello interdisciplinare. La sfida era quella di far comprendere al resto del mondo l’importanza delle scienze gastronomiche e la loro attinenza con vari ambiti professionali”. Lo dice Carlo Petrini, fondatore di Slow food, parlando dell’Ateneo piemontese. In un colloquio con la Stampa aggiunge: “Oggi possiamo dire con fierezza che da vent’anni all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo vengono formati gastronomi, figure professionali in grado di coniugare le esigenze del mondo produttivo con una visione del cibo che sappia rispondere alle sfide economiche, sociali, ambientali e climatiche attuali”.
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