“I dati rilevati ad agosto dal mio Osservatorio Waste Watcher dicono che, negli ultimi dodici mesi, abbiamo buttato 28,9 chili di cibo a testa, pari a 1,7 milioni di tonnellate e 7,46 miliardi di euro. Rispetto all’anno precedente, è un dieci per cento in meno. Purtroppo, non è che siamo diventati più consapevoli: abbiamo buttato di meno perché la crisi ci ha spinti a risparmiare. Siamo lontani dal dimezzamento auspicato dall’Agenda Onu 2030 e l’Europa, nel frattempo, ha abbassato i target: meno 30 per cento per consumi domestici, distribuzione e ristorazione; meno dieci per l’industria; l’agricoltura neanche è considerata”. Lo dice il professor Andrea Segré che insegna Economia circolare politiche di sviluppo all’Università di Bologna. In occasione della Giornata degli sprechi alimentare, il 29 settembre, in un colloquio con il Corriere della Sera spiega: “Nel 2010, con firmatari come Don Ciotti e Margherita Hack, avevo chiesto al Parlamento Europeo di dimezzare lo spreco entro il 2025. Oggi, anche se per una percentuale minore e con tempi più lunghi, abbiamo una direttiva europea obbligatoria, mentre l’Agenda Onu è solo d’indirizzo. E col mio team, abbiamo creato lo sprecometro, un’App che ti dice quanto stai buttando via in denaro e in impronta ecologica, idrica, carbonica”.
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