“Il guaio dell’Europa è che avanza senza un chiaro progetto, incerta sul porto dove andare, così non sceglie il vento giusto ed è costretta a marce indietro e correzioni di rotta per rimediare ai danni che si auto infligge”. Lo dice Attilio Fontana, governatore della Lombardia. “Il recupero di competitività richiede burocrazia non ossessiva, energia meno cara, giustizia efficiente, produttività, digitalizzazione, in poche parole buon senso e non eccessi ideologici”, aggiunge a Il Sole 24 Ore. “Ogni giorno si vedono i risultati disastrosi delle politiche ideologiche europee. Spesso anche confuse e inconcludenti”, rincara Fontana. Che poi fa esempi: “L’auto. In fondo la crisi della Germania è partita da lì. Questo ideologismo non è nemmeno utile al green deal: con i biocarburanti, che tra l’altro vedono l’Italia con l’Eni molto avanti, probabilmente si otterrebbero gli stessi risultati senza distruggere un comparto industriale”. E ancora: “L’Europa non ha un porto dove andare. Cambia politica a metà strada, sta rovinando l’industria. Questa è la sua grande colpa. Intendiamoci, la lotta all’inquinamento è più della battaglia climatica, è una questione di sanità e qualità della vita. Ma ci vuole gradualismo. E non può essere una crociata solitaria, visto che le emissioni Ue sono il 7-8% di quelle mondiali. Dobbiamo restare un esempio virtuoso ma nel rispetto della sostenibilità economica, industriale e sociale”.
Si è concluso l’incontro tra il Governo e UNATRAS, il coordinamento unitario delle associazioni nazionali…
Il Comando Centrale iraniano di Khatam al-Anbiya ha lanciato un duro avvertimento in risposta alla…
Nel sequestro preventivo per crediti fiscali inesistenti non è sufficiente una motivazione generica sul fumus…
I futures sul grano superano 6,86 dollari per bushel, riportandosi sui livelli più alti dal…
Il gas europeo accelera e torna sui livelli visti nel pieno della crisi energetica scatenata…
Il vertice Nato di Ankara del 7 e 8 luglio ha segnato "un passaggio chiave…