L’alluminio trema per l’avvio del Cbam. Il Carbon border adjusted mechanism estende idealmente l’Ets fuori dall’Ue, facendo pagare una tassa all’import che rifletta il costo ambientale che sarebbe stato sostenuto osservando le regole ambientali europee. “Il meccanismo è impraticabile – spiega Giorgio Di Betta, presidente di CentroAl, il gruppo Alluminio di Assomet a Il Sole 24 Ore -. Siamo intervenuti su alcuni aspetti, ma non siamo ancora riusciti a convincere ad aggiustare diversi punti critici, che rischiano di rendere il Cbam dannoso”. Nel dialogo con il quotidiano di Confindustria, Di Betta aggiunge: “C’è il rischio reale che i produttori esteri utilizzino rottame europeo, a basso tenore di C02, per produrre ed esportare in Europa, tenendo le produzioni più inquinanti per altri mercati. Va contro lo spirito della misura: aumenta il carbon leakage e inoltre avvantaggia i nostri competitor. E poi causa già un drenaggio del rottame sul mercato interno, a svantaggio della competitività della filiera; una situazione aggravata anche dagli acquisti dagli Usa, spinti dai dazi e dalla dinamicità di quel mercato. Chiediamo, per evitare elusioni, che per l’assegnazione degli extracosti alla frontiera si prevedano valori di emissioni di C02 predefiniti, paese per paese”.
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