Tra gli obiettivi che si è dato Giovanni Azzone, da circa due mesi nuovo presidente di Fondazione Cariplo, c’è il “welfare di precisione”. Ovvero che “i bisogni di ogni persona sono diversi e gli interventi devono essere mirati. Non solo per gestire le risorse al meglio ma soprattutto perché ciascuno abbia veramente la risposta che chiede”. nell’intervista a Il Corriere della Sera aggiunge sulle cinque fragilità su cui intervenire: “La prima è chiaramente quella dei bisogni primari, cioè della povertà alimentare e abitativa che oggi è un problema anche nei nostri territori. La povertà educativa, non solo in termini di accesso alla formazione ma di adeguamento al mondo in evoluzione. La povertà digitale, anche in riferimento agli anziani. Quindi il tema dell’ambiente e delle risorse naturali. Infine l’universo delle disabilità. Ma poi c’è un sesto punto che per certi versi li attraversa tutti ed è il problema demografico: negli anni Cinquanta l’Italia era il decimo Paese del mondo per numero di abitanti, oggi la Nigeria ne ha sei volte più di noi e quasi un quarto degli italiani ha oltre 65 anni. Solo con un welfare di precisione, ripeto, si può far fronte a questa realtà”
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