“Lo Schmidt Ocean Institute ha intrapreso uno sforzo per mappare il fondo dell’oceano entro il 2030. Al momento, siamo al 27 per cento. Anche altre navi se ne stanno occupando, contribuendo al progetto”. Così Wendy Schmidt, filantropa, scrittrice e marinaia, moglie dell’ex ad di Google. Intervistata da La Stampa, Schmidt aggiunge: “Ogni volta vediamo qualcosa che nessun occhio umano ha mai visto prima. Ogni immersione è una sorpresa. La vita negli abissi è più varia, più complessa e più interconnessa di quanto chiunque abbia mai immaginato. Questa scoperta deve cambiare il modo in cui pensiamo al pianeta”. E ancora: “Noi sulla Terra dipendiamo dalla salute dei sistemi oceanici. Quando inquiniamo, quando scarichiamo plastica, quando creiamo rumore nell’oceano, quando emettiamo gas nell’atmosfera, stiamo cambiando l’oceano. Stiamo cambiando la chimica, la temperatura, la circolazione delle correnti. Le tempeste che in tutto il mondo diventano sempre più potenti hanno caratteristiche che dobbiamo capire, ma stiamo iniziando a farlo”.
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