C’è bisogno di “un ripensamento sistemico dell’intero modello industriale. La recente crisi ha costretto a comprendere le debolezze di quello post-industriale. Ora è importante capire anche che la questione è sociale: non riguarda solo tecnologie o Pil, dobbiamo mettere in discussione il nostro rapporto con l’ambiente e la nostra responsabilità nei confronti di esso, senza delegare ipocritamente ad altri le implicazioni dei processi produttivi sull’ecosistema”. Così al Corriere della Sera Anaïs Voy-Gillis, chief strategist e responsabile Csr di Humens e ricercatrice associata nel laboratorio Cerege dell’Iae di Poitiers. La sostenibilità e la lotta al cambiamento climatico sono una priorità: “La transizione ecologica non rallenta l’industria: sostenibilità e competitività sono complementari – chiarisce la ricercatrice –. Questo tema è fortemente legato all’energia dal momento che l’Europa dipende fortemente da altri Paesi. Produrre internamente piuttosto che importare può ridurre significativamente le emissioni di carbonio e non solo: sul riutilizzo di materiali e prodotti, le reti di riciclaggio localizzate sono in grado, tra le altre cose, di creare numerosi posti di lavoro. Solo in Francia si parla di una cifra tra 200 e 400 mila impiegati nel settore”.
Il sindaco di Policoro, Enrico Bianco, ha attivato il Centro operativo comunale di protezione civile…
Il sindaco di Policoro, Enrico Bianco, ha attivato il Centro operativo comunale di protezione civile…
Il Landscape Festival - I Maestri del Paesaggio, la manifestazione promossa a Bergamo dall’associazione culturale…
Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, l’uomo bielorusso con passaporto russo che, stando alle…
Secondo quanto si apprende da fonti qualificate, l’uomo bielorusso con passaporto russo che, stando alle…
"Ora che è sotto il controllo degli Stati Uniti, dovremmo cambiare il nome dello Stretto…