“Non cerchiamo alibi nelle regole europee”, perché “il tema è se e in che misura la nostra industria sarà capace di guardare al futuro con il sostegno dei governi”. Lo ha detto Paolo Gentiloni a Sky Tg24. “Siamo indietro sulla componente elettrica – ha spiegato – e anche su quella digitale. Le auto cinesi hanno una competitività maggiore e questo non dipende dalle regole europee ma dalla capacità di fare investimenti”. L’Unione europea, ha aggiunto Gentiloni, “può guardare alle esportazioni cinesi per capire come sussidiate dallo Stato” e “può discutere di regolazione: tra due anni ci sarà la clausola di revisione per il blocco dei motori termici. Ma il punto non è fermarsi sperando che i concorrenti si fermino anche loro, ma correre e capire in che misura i governi possono accompagnare la transizione. Guai a pensare che fermandosi uno e due anni si sarà più competitivi”.
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