“L’Europa sembra un costruttore automobilistico che, a tre anni dall’uscita del nuovo modello, decide improvvisamente di rimettere mano al progetto. Prima annuncia che dal 2035 si venderanno solo auto elettriche, poi frena, tentenna, riconsidera”. Lo scrive su Il Sole 24 Ore il professor Giulianoi Noci, professore Ordinario in Ingegneria Economico- Gestionale presso la School of Management del Politecnico di Milano. “Il messaggio che arriva ai mercati, agli investitori e all’industria è devastante: non sappiamo più dove stiamo andando – si legge ancora -. La recente marcia indietro – rigorosamente fossile – sull’obbligatorietà dell’auto elettrica entro il 2035 non è un semplice aggiustamento normativo. È il segnale plastico di un’Europa che, invece di cambiare motore, spegne il navigatore per non vedere la strada che la aspetta. Questo ripensamento si inserisce in un più ampio arretramento delle politiche europee: semplificazione della regolazione digitale, abbandono dell’ortodossia del libero mercato, ritorno a una politica industriale che premia il ‘Made in Europe’, incertezza sul Mercosur. Non è una strategia, è una reazione difensiva”.
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