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Auto, Vavassori (Anfia): Situazione grave, Francia e Spagna vogliono mantenere 2035

“Non so più come ripeterlo. La situazione è gravissima, cosa si aspetta?”. Lo dice Roberto Vavassori, presidente dell’Anfia. “L’Ue deve cambiare prima che sia davvero troppo tardi”, aggiunge subito nel colloquio con La Stampa. “L’aspettativa ideale è che le nostre tesi, che rappresentiamo quotidianamente ai membri della Commissione, dai cabinet dei vari commissari fino a quello della presidente Ursula von der Leyen, e a tutti gli europarlamentari, vengano accolte. Questa è la speranza, l’attesa ideale. Tuttavia, l’attesa pragmatica mi fa temere che le nostre richieste legittime saranno accolte solo parzialmente. Non credo che sia colpa solo della Commissione: ci sono forti pareri divergenti da Paesi come Francia e Spagna, che chiedono di mantenere i termini del 2035 e di introdurre altri elementi, legittimi ma non in alternativa alle nostre richieste”, aggiunge ancora Vavassori. E poi: “Ormai non c’è più tempo per creare consenso, dobbiamo solo agire. Mancano consapevolezza e sensibilizzazione da parte di alcune strutture governative di vari Paesi. Per fortuna la nostra è sensibilizzata, ma la situazione è critica, tanto che perfino il cancelliere tedesco Merz ha lanciato un segnale d’allarme. Il tempo stringe e non so più come farci ascoltare. Vediamo come andrà il 10 dicembre ma siamo disposti anche a organizzare una manifestazione a Bruxelles per evidenziare la nostra posizione”. Vavassori spiega che “Francia e Spagna sono poco disponibili alle nostre richieste, mentre i Paesi del Nord Europa si mantengono più neutrali e stanno alla finestra. I Paesi dell’Est, come la Slovacchia, sono più sensibili perché l’automotive pesa molto sul loro Pil. Però la realtà è che servono atti urgenti per supportare le aziende in difficoltà, tra cui quelle che affrontano la concorrenza cinese e di componentisti indiani”.

redazione

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