“Fra il 2020 e il 2022 l’Europa è stata colpita da una serie di shock ampi e persistenti. La pandemia e l’invasione dell’Ucraina hanno compresso sia la domanda sia l’offerta di beni e servizi e sollevato incertezze per molti aspetti maggiori di quelle registrate dieci anni prima, durante la precedente crisi. Questi eventi hanno frenato l’attività produttiva e gli scambi commerciali. Gli shock hanno però colpito un sistema istituzionale europeo dotato di strumenti di intervento più efficaci rispetto al passato. Essi sono stati inoltre contrastati con interventi risoluti e coordinati a livello sia europeo sia nazionale. Anche per questi motivi, gli shock non hanno avuto alcun impatto sul ruolo internazionale dell’euro, che negli anni più recenti ha mantenuto le proprie posizioni e in alcuni ambiti di mercato si è persino rafforzato. Trarre conclusioni di carattere generale da eventi sporadici può essere avventato. Ma è evidente che in questi diversi episodi di crisi hanno svolto un ruolo cruciale sia la natura degli shock, sia le risposte fornite dalle autorità monetarie e fiscali”. Così Fabio Panetta, governatore della Banca d’Italia, durante il suo intervento dal titolo ‘Oltre i confini della moneta: il ruolo strategico dell’euro nell’Europa del futuro’ alla conferenza internazionale ‘Ten Years with the Euro’ a Riga in Lettonia.
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