“Vale per tutti, ma a maggior ragione per le persone che hanno già dei disturbi sia di tipo fisico sia mentale. Si tratta di percentuali significative che dimostrano una correlazione tra il peggioramento delle condizioni psichiche e psicopatologiche, in popolazioni diverse tra loro, e situazioni di caldo estremo protratte nel tempo”. Così Antonio Vita, presidente della Società Italiana di Psichiatria, spiega al Corriere Della Sera perché il caldo estremo può far aumentare stati depressivi, ma anche aggressività o comportamenti suicidari. Pensare che il caldo “dia alla testa” non è solo un modo di dire: le alte temperature generano effetti negativi sul modo di percepire sé stessi, l’ambiente e le relazioni, oltre a “peggiorare il nostro stato d’animo e le condizioni psicologiche”, aggiunge. E ancora sul caldo: “Quando è eccessivo e prolungato altera la termoregolazione, l’idratazione, gli equilibri elettrolitici e questo ha degli effetti sui neurotrasmettitori e sull’ossigenazione cerebrale, generando neuroinfiammazione. E poi, naturalmente, ci sono degli effetti indiretti, per esempio, una maggiore difficoltà a dormire: è correlata a disturbi del sonno che, a loro volta, sono sia sintomo sia fattore causale di una serie di disturbi mentali come la depressione e l’ansia. Se dormiamo poco siamo meno efficienti cognitivamente, più irritabili, più reattivi. Se poi questa condizione è prolungata nel tempo in pazienti con disturbi mentali già conclamati può diventare un trigger, cioè un elemento di aggravamento o anche di riacutizzazione dei sintomi psichiatrici”.
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