“Politiche fiscali e monetarie dovrebbero essere strettamente coordinate. La spesa di emergenza non dovrebbe creare nuova domanda aggregata, in modo che le misure di sostegno non compromettano gli sforzi delle Banche centrali per contenere l’inflazione”. Lo segnala il Fondo Monetario Internazionale (Fmi), nel capitolo del Fiscal Monitor che sarà pubblicato a fine mese. Inoltre, misure di ampia portata come i sussidi contro il caro carburanti, “pur essendo politicamente attraenti, sono costose, poco mirate, difficili da invertire e incoraggiano un maggiore consumo quando l’offerta è limitata”, spingendo i prezzi globali ancora più in alto. “Gli shock a breve termine non devono distogliere l’attenzione dal compito più ampio che ci attende – si spiega – Il ripristino della resilienza fiscale richiede un consolidamento credibile a medio termine. Ciò significa adottare misure concrete e una sequenza realistica, non fissare obiettivi lontani o mutevoli. È necessario affrontare direttamente le pressioni sulla spesa, ridurre le inefficienze e conciliare le esigenze contrastanti. Sul fronte delle entrate, l’ampliamento delle basi imponibili, la semplificazione delle esenzioni e il rafforzamento dell’amministrazione fiscale possono incrementare le entrate anche in contesti difficili”.
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