Gianni Murano, presidente dell’Unem, l’ex associazione petrolieri è fiducioso: “Senza nuovi attacchi nel Golfo Persico, nei prossimi mesi assisteremo a una normalizzazione dei listini”. In una intervista a Repubblica poi aggiunge ancora sul fatto che a un calo dei prezzi dei fossili non sia corrisposto un calo dei listini: “Vero, ma questo non è accaduto per i prodotti finiti della raffinazione, quelli che incidono direttamente sui prezzi alla pompa. Dal memorandum per la pace di metà giugno abbiamo registrato un’evidente tendenza al ribasso, molto più accentuata per le commodity energetiche che hanno cancellato i rialzi causati dalla guerra. Anche i prezzi alle stazioni di servizio sono scesi, in media di 10 centesimi. Ma le quotazioni internazionali sui prodotti finiti, il vero nodo, restano ancora 200 dollari a tonnellata oltre i livelli dello scorso inverno”. Ovvero: “Se il petrolio oggi costa 2 centesimi al litro in più rispetto a febbraio, il gasolio ne costa 19 e la benzina 17”.
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